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Reggio: “Siamo diventati oggetto di sputtanamento planetario” [FOTO]

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 “Errori madornali, casi irrisolti, ipocrisia, fallimento procedurale”, tutti punti trattati ne “Il Grande Imbroglio”, una pubblicazione a cura dell’Ass. Culturale Lista Scopelliti Presidente, arrivata al suo terzo volume; “Lo scioglimento” è il tema di questo specifico “quaderno”.

“Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria – ha affermato stamane Oreste Romeo,  coordinatore della Lista Scopelliti Presidente – è il frutto di una normativa da rivisitare in maniera profonda”.

Romeo, durante la sua trattazione, sottolinea l’inefficacia del commissariamento del Comune di Reggio Calabria, un pensiero di cui si sono fatti portavoce anche il Segretario Cgil, Mimma Pacifici, il Segretario Provinciale PD, Seby Romeo, e altri noti attori politici, ma non solo: Romeo, infatti, non discute solo sulla ricaduta che lo scioglimento del comune ha avuto nei confronti della città di Reggio, dei cittadini, ma si pone, e nel frattempo illustra, alcune domande su dei “casi non ancora trattati”.

L’avvocato Romeo, a tal riguardo, cita l’art. 143, comma 4, del D.Lgs 267/2000, in cui si attesta che “Lo scioglimento è disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione, ed è immediatamente trasmesso alle Camere. Nella proposta di scioglimento sono indicati in modo analitico le anomalie riscontrate ed i provvedimenti necessari per rimuovere tempestivamente gli effetti più gravi e pregiudizievoli per l’interesse pubblico; la proposta indica, altresì, gli amministratori ritenuti responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di presidente della provincia, di componente delle rispettive giunte e di ogni altro incarico comunque connesso alle cariche ricoperte, anche se diversamente disposto dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e funzionamento degli organi predetti”.

A questo comma, Romeo aggiunge una specificazione del comma 11, in cui si legge: “Fatta salva ogni altra misura interdittiva ed accessoria eventualmente prevista, gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento di cui al presente articolo non possono essere candidati alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, che si svolgono nella regione nel cui territorio si trova l’ente interessato dallo scioglimento, limitatamente al primo turno elettorale successivo allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilità sia dichiarata con provvedimento definitivo. Ai fini della dichiarazione d’incandidabilità il Ministro dell’interno invia senza ritardo la proposta di scioglimento di cui al comma 4 al tribunale competente per territorio, che valuta la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento agli amministratori indicati nella proposta stessa […]”.

Facendo riferimento al suddetto articolo, Romeo definisce “Clamorosamente strano il fatto che i nomi di Arena e di Luigi Tuccio siano stati inseriti come amministratori ritenuti responsabili dello scioglimento 3 mesi dopo l’accaduto, esattamente il 18 gennaio 2013, dall’Avvocatura di Stato. Questo è successo – evidenzia Romeo – al di fuori del perimetro tracciato dalla legge! E’ assurdo – continua – che i nomi di Arena e Tuccio siano stati inseriti solo dopo la data del 9 ottobre del 2012: probabilmente frutto di un’azione concertata tra Ministro e Prefetto.

La relazione di accesso – continua Romeo – ha eclissato su fatti molti importanti, anche di interesse pubblico: si ricordi, il caso di Naccari Carlizzi, segnalato dalla Polizia per aver partecipato ad alcune cene con esponenti di spicco della criminalità organizzata, ed indagato per corruzione e falso in atto pubblico; o ancora, alla moglie di Caccamo, candidata anche lei alle elezioni. Evidentemente (e Romeo dice questo riferendosi soprattutto al caso riguardante Demetrio Naccari Carlizzi) c’è stata una volontà di frenare su questa vicenda.

IMG_20141017_103145A Reggio è accaduto – esclama Oreste Romeo – che tantissimi ricorsi degli amministratori cittadini, in merito alla questione dell’incandidabilità, non sono stati dichiarati!”.

E al pensiero di Oreste Romeo si coniuga anche quello di Daniele Romeo, Vice coordinatore regionale Ncd, che ricorda di aver vissuto lo scioglimento “In veste di Consigliere regionale. Per me – dice – è stato un provvedim

Ed è da qui che Daniele Romeo parte elencando alcuni punti per lui “dolenti” su cui il terzo “quaderno” de “Il Grande Imbroglio” si è soffermato, come quello riguardante il Mercato di Mortara“Nella relazione – si dice – si accusa l’Amministrazione Arena di ‘non aver posto in essere iniziative utili allo sgombero del Mercato abusivamente occupato dagli operatori ortofrutticoli’. Ad oggi – si sostiene – dopo due anni di gestione da parte dello Stato, gli stessi operatori ortofrutticoli continuano ad occupare il Mercato di Mortara”.ento ingiusto, legato probabilmente alla volontà di punire una parte politica che continuava a vincere. Siamo andati avanti, però, e personalmente ho trasformato la rabbia provata in quelle giornate in qualcosa di positivo, che mi fa continuare a combattere. La stessa Sinistra – evidenzia Daniele Romeo – si è resa conto dei pochi risultati dati dallo scioglimento del comune”.

Altre questioni sollevate da Romeo, quella degli alloggi popolari, in riferimento alla quale “i Commissari, dopo quasi due anni non hanno ancora provveduto nel revocare nessuno degli alloggi messi in discussione all’interno della relazione”, o ancora quella riguardante l’amministrazione comunale dell’epoca e la sua mancata adesione alla Suap (stazione unica appalti pubblici provinciale), “per cui sono evidenti delle valutazioni insensate e incoerenti”.

La Multiservizi, la Leonia, i nomi che non ci sono e che (forse), come si legge sul “quaderno”, dovrebbero esserci, errori, superficialità, omissioni, tutti fatti e quesiti posti ne “Il Grande Imbroglio”, che porta avanti, come dichiarato da Oreste Romeo, gli strascichi di una “Poco intelligente relazione a firma Piscitelli. Ma la cosa che mi indigna di più – conclude Romeo – è che questa città, che era diventata un’avanguardia del Meridione, si sia trasformata in oggetto di sputtanamento planetario”.

A chiudere la discussione, l’avvocato Antonio Barrile, secondo cui, rimanendo sempre in tema dell’incontro odierno, ci sarebbero stati due grandi imbrogli relativi alla normativa che ha portato allo scioglimento del comune di Reggio: Il metodo  dice – che ha evidenziato uno scioglimento invocato e pilotato dalla Sinistra, ed il comportamento tenuto dopo lo scioglimento stesso, che è andato a rafforzare la mafia: non pochi cittadini – chiosa  Barrile – sfiduciati dalle Istituzioni, o per lo meno dal modo in cui le Istituzioni sono state fatte apparire, pensano che si stia meglio sotto un regime di criminalità, di mafia”.