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Reggio, sciopero ATAM. USB: “Inopportune e fuori luogo le dichiarazioni di Gatto”

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sciopero atam“Entrare nel merito delle iniziative sindacali definendo uno sciopero inopportuno perché non si è accetta una condizione, quella contenuta dal Piano di rientro che i lavoratori e le lavoratrici hanno sonoramente bocciato, è un offesa per tutti coloro che, in questo momento in ATAM, si oppongono alla logica che a pagare i danni di una gestione politica e amministrativa dell’azienda debbano essere soggetti diversi da quelli che hanno avuto responsabilità dirette nel fallimento aziendale”.

Così una nota stampa di USB Lavoro privato Federazione Regionale della Calabria, attraverso cui si continua a trasmettere:

“Straparlare definendo ‘azione deliberata’ il diritto allo sciopero quando per ragioni politiche e di opposizione a prescindere si nega ai lavoratori il diritto al salario e alla rappresentanza, ci sembra sia un atto di arroganza oltre che un maldestro tentativo di sviare l’opinione pubblica sui veri motivi che hanno indotto i lavoratori a scioperare.

Insinuare che chi ha scioperato è contrario al salvataggio dell’azienda e favorevole al licenziamento di 39 colleghi, classificati come esuberi senza aver mai presentato un piano delle attività e di conseguenza un fabbisogno organico, è una infamia che rispediamo al mittente.

Ma di quali esuberi parliamo? I fatti oggettivi ci dicono il contrario visto che si continua a pagare lo straordinario nonostante il Contratto di solidarietà; ci dicono che si negano giornate di congedo; ci dicono che non si riesce ad organizzare i turni con le prestazioni orarie ridotte.

A tutto questo si aggiunga che quotidianamente i lavoratori ricevono solleciti da parte di finanziarie e sono costretti a negare alle loro famiglie alcuni beni essenziali o finanche le cure mediche.

 Insomma un continuo logorio della dignità dei lavoratori e di quella delle loro famiglie!

Dal momento della costituzione della RSA abbiamo chiesto all’azienda di avviare un confronto serio allo scopo di avere contezza della situazione aziendale riguardo l’organizzazione del lavoro, che resta l’elemento principale per stabilire l’organico aziendale e di avere copia del Conto economico e del bilancio di previsione 2014, al fine di  calibrare l’intervento e per equilibrare i parametri costi/ricavi.

Niente di tutto questo è stato accettato per alcuni semplici motivi tra i quali il poter intervenire sul costo del lavoro per recuperare risorse e far pagare ai dipendenti i debiti fatti dagli amministratori capaci solo di comprimere i diritti acquisiti dai lavoratori e per potere conferire a tre esperti l’incarico di redigere un nuovo piano industriale (il che conferma che il precedente da noi contestato è inutile).

Tutto sbagliato quindi. Gli interventi sul salario e sui diritti contrattuali dovevano essere conseguenti alla definizione dell’organico aziendale e alla esatta valutazione dei parametri costi/ricavi.

Ci ritroviamo invece di fronte ad un manager che, con l’appoggio dei sindacati complici, ha difeso il concordato in bianco che a suo dire ha consentito di evitare il fallimento ma che in sostanza scarica sulle spalle dei lavoratori il debito per 5/10 anni  essendo tutto subordinato alle decisioni dei creditori.

In sostanza – continua la nota – se la Regione Calabria non pagasse il suo debito e il Comune non ricapitalizzasse l’azienda, i lavoratori dovranno pagare per almeno 5/10 anni i debiti creati  dai manager  nominati ‘per caso’ come il prof. Gatto e come quelli che lo hanno preceduto.

 I lavoratori e le lavoratrici non possono assolutamente accettare queste condizioni.

 Hanno scioperato perché ritengono possibile il superamento del Contratto di solidarietà!

 In merito alla dichiarazione sulla presunta ‘irresponsabilità’ dell’USB, ricordiamo all’a.u. che gli scioperi non nascono per caso ma che essi fanno parte di un processo abbastanza lungo e tale da consentire una discussione di merito sulle problematiche alla base della vertenza; che i lavoratori e le lavoratrici  rinunciano a ulteriori  pezzi di salario per difendere i loro diritti e che se ai cittadini è negato il diritto alla mobilità questo lo si deve alla sua indisponibilità al confronto e ad accettare le ragioni della maggioranza dei dipendenti.

Dipendesse il tutto dalla contezza dell’a.u. di non essere nella condizione di argomentare compiutamente rispetto alle nostre osservazioni?

Se così fosse lo invitiamo a dimettersi.

Noi andremo avanti – si conclude – e prossimamente sarà indetta un’ulteriore giornata di sciopero di cui l’a.u. dovrà accusarsi la responsabilità diretta dei disagi che ne deriveranno per la comunità di Reggio Calabria”.