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Reggio: pericolosità torrente Oliveto a Lazzaro, il GIP accoglie l’opposizione all’archiviazione presentata dal responsabile [FOTO]

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varco via provinciale DSC02853 (Medium)“Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria ha ACCOLTO l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. relativa ai gravi rischi a carattere anche idro/geologico inerenti al torrente Oliveto”. Lo afferma in una nota Vincenzo CREA, Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto” e Referente unico dell’ANCADIC Onlus.

“Il GIP nel prendere atto della nota del tecnico comunale che richiama di fatto al sopralluogo compiuto il 05 aprile 2013 (su cui si fonda in sostanza la richiesta del P.M.) dai tecnici della Provincia, non ritiene che il contenuto del precitato accertamento ricognitivo sia in grado “di chiudere” il procedimento in ordine al suo oggetto precipuo rappresentato dalla reale messa in sicurezza del torrente con eventuale sussistenza delle responsabilità da parte degli enti competenti. E’ vero che col predetto sopralluogo si “prende posizione” in ordine all’eliminazione della fitta vegetazione in precedenza fattore ostativo all’ordinario deflusso delle acque sul predetto torrente, ma è altrettanto vero che, per come documentato e denunciato nel tempo dall’opponente, i “problemi” che, interesserebbero il predetto flusso d’acqua sarebbero più ampi e di più ampia portata laddove si paventa dai denuncianti l’esistenza di varchi d’accesso allo stesso mai di fatto chiusi, l’innalzamento del relativo alveo fluviale, la copertura delle briglie, la riduzione della sezione idraulica in corrispondenza delle luci dei ponti della stradale ss 106 e del ponte ferroviario, l’esistenza di infrastrutture poste in zona troppo vicina al piccolo fiume, la presenza infine di massi presenti anche nello stesso alveo quali fattori che, in caso di “piena” accrescerebbe in modo esponenziale il rischio di una devastante esondazione”.

foto del 27 ottobre 102014 varco via degli scalpellini DSC04604 (Medium)“Il GIP, ha ritenuto che sarebbe anzitutto opportuno, proprio per la competenza e la conoscenza “dimostrata” nelle varie denunce e segnalazioni compiute negli anni, risentire l’opponente al fine perlomeno (ed in via introduttiva) di “delimitare e specificare” tutte le zone, i fattori e le problematiche gravanti (secondo la tesi dei denuncianti) sul corso d’acqua in esame. Lo snodo essenziale e risolutore si identifica nondimeno nel compimento di un accertamento da parte di un esperto del settore (perlomeno in materia idrogeologica) che, estraneo e non appartenente agli Enti pubblici preposti ed interessati alla cura del torrente in esame, compia una verifica “globale” in relazione all’esistenza (o meno) di un effettivo pericolo per l’incolumità pubblica. Tutto ciò al fine di consentire l’eventuale insorgere di responsabilità a fronte delle numerose e reiterate diffide (sempre in caso di effettivo pericolo paventato) rispetto ad una situazione che – bisogna riconoscere – non va sottovalutata in alcun modo laddove l’esperienza insegna -purtroppo a caro prezzo umano- come le piogge insistenti possano provocare ingenti e irreparabili danni in assenza di reali misure di sicurezza. D’altra parte (ma solo come effetto secondario e di risulta) il completo ed auspicato accertamento “globale” dovrebbe “mettere la parola fine” al clima di diffidenza e reciproche accuse (anche di “procurato allarme” rivolto dalle amministrazioni pubbliche verso il “comitato interessato”) nell’ambito di una controversia che ormai -anche per il tempo trascorso – va definitivamente risolta”.