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Reggio, inchiesta shock sull’omicidio Inzitari: pericolosi intrecci tra Vaticano, ‘ndrangheta e Stato [FOTO]

Ha del clamoroso quanto sarebbe emerso dall’inchiesta sull’omicidio di Francesco Inzitari, figlio di Pasquale, ex consigliere regionale dell’Udc ed imprenditore di Rizziconi arrestato nel maggio del 2008 con l’accusa di essere colluso con i clan. Secondo quanto riportato in un’inchiesta di Lirio Abbate pubblicata su l’Espresso ci sarebbe un maestoso ed inquietante intreccio tra Vaticano, ‘ndrangheta, Stato. Il servizio segreto della Santa Sede, “l’Entità”, pare sia intervenuto nelle indagini sul terribile delitto di ndrangheta. Inzitari, ricordiamo, è stato ucciso nel dicembre 2009 a Taurianova, e dopo l’assassinio, riporta l’Espresso, viste le enormi difficoltà degli inquirenti a reperire notizie utili alle indagini, vengono messi sotto controllo i telefoni. A questo punto il “grande” protagonista dell’intreccio è Don Francone, prete della parrocchia di Rizziconi, il quale, afferma in una conversazione al cellullare, afferma “di conoscere sia l’esecutore che i mandanti”. I magistrati convocano immediatamente il prete, che, ovviamente, minimizza le sue frasi. Gli inquirenti non ci credono e mettono delle cimici nella propria macchina: emerge un qualcosa di impensabile. Il sacerdote – a detta dell’Espresso- chiama il Vaticano e chiede di parlare con la segreteria di Stato, facendosi passare i servizi segreti: a quel punto parla con un certo “monsignore Lo Giudice”. Accenna all’ipotesi che qualcuno “potente” possa interferire con le indagini. Don Giuseppe Francone ha lasciato Rizziconi nel 2012 ed è a Roma. Secondo quanto riportato da Lirio Abbate “l’ipotesi investigativa è che dietro l’uccisione del diciottenne ci sia una vendetta. Una punizione di sangue del clan Crea nei confronti del padre, Pasquale Inzitari, che assieme al cognato Nino Princi avrebbe fatto sapere alla polizia come catturare il padrino latitante Teodoro Crea. E la famiglia Crea dispone di relazioni romane molto forti, anche tra uomini dello Stato”.

Non sappiamo sino a dove si spingerà l’inchiesta ma di certo, se tutto fosse vero, c’è da rimanere esterrefatti.