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Reggio, la dirigente della “Falcomatà- Archi” Corrado intervistata da Radio Rai 1

scuola“Se l’eccellente fisico Enzo Valente direttore del GARR, avesse rivolto l’invito alla nostra scuola di potersi connettere alla super-rete in fibra ottica della ricerca scientifica in Italia, avrei accettato subito di verificare insieme la fattibilità dell’iniziativa. Ma si deve sempre tenere conto che soprattutto al Sud, i fondi di una scuola sono spesso esigui. Per mia prassi, allora, dico che se l’attività è interessante i soldi si troveranno. Si deve pensare con ottimismo perché investire sui ragazzi è fondamentale. E il dotare le scuole degli strumenti ICT è un grande investimento. Facilitare i ragazzi  all’accesso multimediale significa introdurli efficacemente nei nuovi saperi realizzati con le tecnologie digitali”.

E’ quanto ha affermato la dirigente dell’istituto comprensivo Falcomatà-Archi di Reggio Calabria, Serafina Corrado, nell’intervista data a Francesco Graziano e Noemi Giunta, i due conduttori di “Restate scomodi” di Radio 1, la rubrica che nel nuovo palinsesto della RAI ha preso il posto di “Baobab, l’albero delle notizie”.

Tema dell’intervista è stato l’articolo dei giorni scorsi, scritto da Riccardo Luna, nuovo CEO digitale del governo Renzi, su “La Repubblica”, con cui ha denunciato il fatto che “al sud 220 scuole rifiutano la nuova rete superveloce”. L’articolo fa riferimento al progetto proposto dal fisico Enzo Valente, di agganciare gli istituti scolastici di alcune regioni del Sud alla connessione a banda larga usata dai ricercatori – fino a mille volte più veloce di quello che avete a casa, dichiara Valente – ma solo 40 presidi hanno accettato la proposta”.  Che però, verte sul fatto che l’uso della rete superveloce è gratuita, ma  in cambio è richiesto un canone di manutenzione di tremila euro per cinque anni. E qui cominciano i problemi, annota il giornalista. “Paradossale che mentre si apre la discussione su una scuola sempre più digitale e connessa e si cercano nuovi fondi per finanziare il wi-fi nelle classi, si getti al vento un’opportunità di questo tipo” scrive Riccardo Luna.  “Al ministero lo sanno e stanno cercando una soluzione. Forse in certi casi basterà parlare con i presidi per trovarla”. Ma, ammette il giornalista,  “in altri casi, invece, soprattutto nelle scuole elementari dove anche la carta igienica spesso è a cura dei genitori degli alunni, sarà necessario trovare loro i soldi del canone”.

E qui si innesta l’intervista di Radio Rai 1 alla dirigente della Falcomatà-Archi di Reggio Calabria, una scuola nel Sud considerata avanzata nelle azioni innovative in campo tecnologico, e aperta alla solidarietà a favore degli alunni le cui famiglie vivono un disagio economico attraverso l’azione del “libro in dono” oppure in comodato d’uso gratuito. Chiaro è stato allora, il riferimento della dirigente Serafina Corrado alla dura realtà di una scuola chiamata ad affrontare la sfida dell’innovazione digitale con bilanci esigui e un panorama di amministrazioni pubbliche impegnate a realizzare tagli su tagli nei propri servizi, anche nei confronti delle istituzioni scolastiche.

“Si deve pensare con ottimismo” l’affermazione di fondo della dirigente Corrado. “Certo tremila euro da corrispondere anche in cinque anni sono tanti. Poiché investire sui ragazzi è fondamentale, ritengo possibile rivolgersi all’esterno: anche dai genitori spesso si possono avere risposte positive. Ma i costi per accedere e utilizzare internet – ha proseguito la dirigente – sono una spesa cui debbano farsi carico le istituzioni pubbliche. Come avviene con il Comune di Bologna che si è fatto carico di dotare gratuitamente della banda larga tutte le scuole della città. Mi piacerebbe che fosse così anche nella mia Reggio Calabria, ma credo che la situazione attuale evidenzi un alto indebitamento generale dell’amministrazione comunale, impegnata ad effettuare drastici tagli in molte voci di spese e in tanti servizi per il cittadino”.

Anche i fondi governativi messi a disposizione delle scuole sono molto esigui. C’è una produzione normativa in questo settore molto complessa che mira a realizzare tagli nella spesa e pochissimi investimenti. “Nella mia scuola crediamo sia estremamente positivo utilizzare gli strumenti ICT, ma quando in concreto si deve operare per dotare di questi strumenti informatici – LIM, tablet, pc, server -, ben nove plessi, quanti sono quelli che compongono il nostro istituto comprensivo, allora siamo consapevoli che il compito oggi è arduo e difficile”. “Comunque resto ottimista” – ha concluso la dirigente Serafina Corrado – “e credo che anche dalle iniziative del governo con il progetto della Buona Scuola, possano venire quelle risposte che cerchiamo per investire al meglio sui nostri ragazzi, per offrire loro le migliori opportunità di crescita civile e di sviluppo delle conoscenze”.