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Reggio, De Gaetano sui precari degli uffici giudiziari: “Il Governo intervenga”

Lavoratori 1“È ancora incerto il futuro -afferma Nino De Gaetano consigliere regionale Pd- degli operatori degli uffici giudiziari, per i quali non risultano stanziati i fondi necessari, per come originariamente previsto, alla prosecuzione delle attività fino alla conclusione dell’anno. In questa condizione di totale insicurezza lavorativa, versano quasi 3000 persone in tutta Italia e 300 solo fra Reggio e Provincia.
Oltre agli enormi problemi sociali connessi alla perdita del lavoro, la conclusione del loro apporto sta causando notevoli disagi negli uffici dove hanno prestato, per anni, la loro preziosa collaborazione. Stiamo parlando di un settore delicato come quello connesso al funzionamento della macchina burocratica della giustizia italiana. In diversi casi, vista l’imponente mole di lavoro che grava sul sistema, vi è rischio paralisi o di notevoli rallentamenti, cosa francamente inaccettabile in considerazione del fatto che, nel nostro Paese, si parla, ormai da lungo tempo, di ridurre i tempi ed i costi connessi alla giustizia. Inoltre, un territorio come il nostro, per evidenti ragioni, non può certo permettersi il lusso di vedere depotenziato il funzionamento degli apparati giudiziari.
Chiediamo dunque al Governo e MEF di reperire celermente le risorse atte a garantire che gli operatori riprendano, fino al 31 dicembre 2014, le loro attività. Inoltre, vista l’attenzione che lo stesso Ministro della Giustizia Orlando, molto sensibile al tema, ha più volte dimostrato verso la situazione di questi precari ed il loro lavoro anche nella sua recente visita a Reggio Calabria, chiediamo che il Governo pensi, fin da ora, per l’anno 2015, ad una vera e propria contrattualizzazione dato che, dopo molti anni, essi continuano ancora ad operare in regime di semplice tirocinio. Sarebbe il giusto riconoscimento sia per la formazione acquisita, sia per l’opera svolta, con spirito di dedizione, all’interno di un apparato burocratico nel quale si riscontra – la Calabria non fa, purtroppo, eccezione – una cronica carenza di personale aggravata dal fatto che l’ultimo concorso pubblico per l’impiego di risorse nel settore risale, addirittura, alla fine degli anni novanta”.