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Reggio: caos totale nel M5S. Insulti e critiche per le vignette di Scaramuzzino [FOTO]

Caos totale nel M5S a Reggio: spaccature, critiche e vignette. Una lista per le comunali create con difficoltà (solo 21 candidati su 32): un risultato molto incerto. Si prevedono pochi consensi.

Il clou delle critiche su facebook dove, un militante dissidente, Roberto Scaramuzzino, già componente della lista perdente “Reggio Calabria a 5 Stelle”, il quale, attraverso delle vignette, mette “in ridicolo” il candidato a sindaco Vincenzo Giordano e alcuni candidati (una donna rappresentata con due cocomeri sul seno, una banana in bocca e due fragole per occhi).

E’ lo stesso attivista Scaramuzzino a fare precisazioni circa i propri disegni e sulle polemiche scoppiate in rete: “La satira fa male, quando colpisce nel segno. Non è stata accostata nessuna candidata a famose pornostar. La vignetta con “i meloni” metteva in evidenza l’imbronciatura di una candidata di cui era stata criticata la precedente immagine istituzionale, troppo furba e troppo mirata all’attrazione fisica. La banana era l’unico frutto che messo capovolto dava l’impressione dell’imbronciatura, ma qualsiasi altro frutto si fosse adoperato, vuoi una fava o un cetriolo, il riferimento fallico, in chi ce lo voleva vedere, ci sarebbe comunque stato”. “La vignetta con “Cece’ o’ pazzariello”-prosegue il vignettista– richiama al famoso film con Totò, “L’oro di Napoli” ed è finito in una vignetta intitolata “L’oro di Reggio” perché il candidato del M5S in una sua dichiarazione ha affermato che occorre usare le criticità di Reggio per creare posti di lavoro, che è la peggiore politica di questo mondo, perché poi accade che le criticità restano sempre irrisolte, altrimenti addio posti di lavoro e furbi che ci lucrano sopra”. “La vignetta sul richiamo al dress code, per un’altra candidata –Scaramuzzino descrive un’altro disegno– serviva ad evidenziare come scarsa fosse l’attenzione verso il consumo critico da parte di chi si proponeva quale portavoce del M5S, il quale del consumo critico ne fa una delle sue principali battaglie.” Descrive le altre vignette: “Vi è poi la vignetta in cui Giordano viene rappresentato come un goffo volatile e Falcomatà come un uccello da preda, il quale ultimo altro non deve fare che attendere gli assist lanciati dal candidato del M5S, come il richiamo allo slogan “la svolta”. La vignetta sul “Movimento Chi l’ha Visto” richiama l’attenzione sulla poca trasparenza nella presentazione dei candidati, di cui nulla si sa, di molti nemmeno l’immagine si conosce, nonostante che stando alle “regole” questi avrebbero dovuto addiritura pubblicare i loro CV e mettere in piedi una piattaforma con cui confrontarsi con i cittadini. Per non parlare poi della cosa gravissima, relativamente all’etica della buona politica, per cui nella stessa lista sono presenti il marito in qualità di candidato a sindaco e la moglie in qualità di capo lista, e questo non certo in un comune di poche centinaia di abitanti”. In conclusione:”Io non sono un “hater” come sostiene il signor Bellantoni, io ho solo fatto il lavoro che avrebbe dovuto invece fare lui e anche il riferimento alla mia professione, come fosse una colpa sociale, già apparso in un altro articolo infamatorio, fa sorgere il sospetto che la gola profonda che gli ha dettato l’articolo è la stessa.