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Reggio, accuse durissime al sindaco di San Ferdinando: sarebbe “il referente politico della cosca Bellocco”

Accuse durissime nei confronti del sindaco di San Ferdinando Domenico Modaffari, il settantenne politico del Pd, eletto sindaco in una lista civica nell’ambito dell’inchiesta Eclissi che ha portato all’arresto di ben 26 persone. Secondo l’accusa: “pur non facendo parte dell’associazione mafiosa avrebbe fornito un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo alla cosca Bellocco, come referente politico del sodalizio”. “Nella qualita’ di pubblico ufficiale – si afferma nel decreto di accusa – contribuiva al perseguimento delle finalita’ della cosca suddetta e dei singoli associati, favorendo i suoi esponenti, nell’aggiudicazione di appalti pubblici in favore di aziende mafiose, nel rilascio di autorizzazioni comunali o di certificati anagrafici e finanche mediando per evitare che i cittadini, di fronte alle angherie subite, potessero sporgere querela”. Ma l’impianto accusatorio non finisce qui: “Dopo il danneggiamento mediante incendio, a opera di ignoti, del 17 marzo 2014, di un autocompattatore della ditta Evergreen di San Ferdinando, aggiudicataria dell’appalto di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel centro cittadino e la conseguente rescissione del contratto con l’Ente Comune, seguendo – si legge nel provvedimento di fermo– le indicazioni del consigliere di minoranza Pantano Giovanni e raccolto il placet di Celi Santino, vice sindaco ed esponente della cosca Bellocco-Cimato, si spendeva affinche’ il nuovo appalto venisse aggiudicato alla ditta Radi di Palmi”. Ed ancora il sindaco “concorreva, moralmente e materialmente, al rilascio di un titolo concessorio per l’installazione di un chiosco estivo a carattere stagionale sul lungomare di San Ferdinando, in favore formalmente dell’intestataria fittizia, ma di fatto gestito dai componenti della cosca Bellocco-Cimato”. Madaffari ed il proprio avvocato avranno tanto lavoro da fare per smontare le tante accuse.