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Pacenza: “Il registro tumori in Calabria è già operativo su tutto il territorio”

Registro Tumori“Vorrei rassicurare tutti i cittadini calabresi che il registro tumori in Calabria è già operativo su tutto il territorio regionale”.
Così il presidente della Commissione Sanità Salvatore Pacenza in merito all’istituzione e al funzionamento dello strumento per lo studio e il monitoraggio dell’insorgenza di patologie tumorali su una popolazione di riferimento.
“Il Registro tumori è stato istituito – commenta l’onorevole Pacenza – con una delibera di giunta risalente al 2009 ed è, a oggi, del tutto funzionante. Per avere i dati certi, però, e quindi poter compiere studi che portino ad eventuali connessioni tra danno ambientale e l’insorgenza di specifiche patologie tumorali sulla popolazione di riferimento bisognerà attendere una rilevazione di medio-lungo periodo (di almeno 5 anni cioè) che, in alcune aree dove la rilevazione è partita prima, potrebbe già arrivare nel giro di mesi. È l’Airtum (l’Associazione italiana registri tumori) che certifica e coordina le attività dei Registri tumori presenti in Italia. Nello scorso mese di marzo– spiega l’onorevole Pacenza – ho avuto modo di mettermi in contatto col dottor Emanuele Crocetti che è il segretario nazionale dell’Airtum. Il dottor Crocetti, oltre a confermarmi l’operatività del registro in tutti e tre i nostri distretti, mi ha anche garantito la massima disponibilità per la valorizzazione dei registri tumori in Calabria. A tal proposito vorrei inoltre ricordare che, perché possa avere validità statistica, il Registro tumori deve necessariamente prendere a campione un target di popolazione non inferiore ai 300mila abitanti. Ecco perché i distretti di Crotone e Cosenza, così come quelli di Catanzaro e Vibo, sono stati accorpati, mentre quello di Reggio è unico. Proprio quest’ultima struttura ha avuto molte difficoltà a partire, a causa di alcuni ostacoli burocratici che, nel corso di quest’anno, sono stati superati, anche e soprattutto, per i solleciti compiuti dall’argano consiliare che mi onoro di presiedere (la commissione Sanità). Mi preme ancora una volta ricordare che, per la prima volta in Calabria, a cavallo tra il 2013 e il 2014, sono stati auditi in sede di Commissione gran parte dei rappresentanti delle associazioni e dei comitati civici che si occupano di tutela della salute e dell’ambiente in regione. Le loro segnalazioni, in merito all’esistenza di siti a rischio in cui è avvenuto lo stoccaggio di rifiuti in Calabria, sono state poi raccolte in un dossier che è stato depositato, mesi or sono, presso il ministero dell’Ambiente. In qualità di componenti della III Commissione, abbiamo chiesto di incontrare in tempi assai brevi il ministro. Accanto a questa iniziativa, abbiamo inoltre ritenuto necessario anche il coinvolgimento della giunta regionale e del consiglio per impegnare i due organismi, ognuno per le proprie competenze, ad intervenire sulle situazioni di più immediata contingenza in Calabria. A tutto ciò si aggiunga che, nell’ultimo scorcio di Legislatura, sono state dedicate ben due sedute sull’argomento. Nessuno ha quindi sonnecchiato, su una materia così delicata per i calabresi. Tantomeno questa presidenza di commissione che, sulle tematiche della tutela della salute, sta lavorando fino all’espletamento del mandato, operando unicamente nel rispetto delle competenze, delle funzioni e dei poteri che la legge e il regolamento le assegnano. Occorre informare il cittadino e non strumentalizzare la sua opinione a scopi elettorali, soprattutto quando si parla di ambiente e salute”.