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Milazzo (Me), comizio del “Popolo Inquinato”: “intervenire è obbligo morale”

milazzo incendio raffineriaDiremo quella verità che i poteri forti e politici ci nascondono. Andremo contro corrente e chiederemo quella Riconversione industriale e quelle bonifiche che ci toccano di diritto. Basta morti e malati a causa di veleni industriali ma un futuro pulito per i nostri bambini“. Così è stato annunciato il “Comizio del Popolo Inquinato di Milazzo e della Valle del Mela“, che si è tenuto questo pomeriggio in Piazza Caio Duilio.

Di fronte a centinaia di persone, Giuseppe Marano, esponente di Verdi/Green Italia e sempre in prima linea per la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, non le ha mandate a dire. “Noi lo avevamo detto mesi fa, avevamo lanciato l’allarme. Quello che è accaduto alla Raffineria di Milazzo è di una gravità inaudita – ha affermato in apertura -. Avevamo parlato di mancata sicurezza, stavolta c’è stato il timore del disastro. Ci hanno salvato i venti, perché con venti diversi si sarebbe potuto scatenare un effetto domino catastrofico”.

Nessuno ci ha spiegato cosa fare – ha continuato Marano – il sindaco Pino ha addirittura detto di monitorare la situazione su Facebook. Tutto questo è vergognoso. Per tutelare la collettività basterebbe chiedere il riesame delle autorizzazioni integrate ambientali rilasciate alla RAM. Questo avrebbe dovuto farlo il sindaco“.

IMAG1062Già nel 2012 l’ARPA, che purtroppo ha fondi regionali limitati, aveva fatto relazioni precise dove si certificava che le emissioni della RAM creavano un problema di salute pubblica. E diceva al sindaco che bisognava revisionare le autorizzazioni. Ma non è stato fatto niente“.

Marano punta il dito contro l’amministrazione: “l’autorità politica ha l’obbligo morale di intervenire, cosa che non è stata fatta. Per questo stiamo valutando eventuali presunti reati, stiamo scrivendo con i nostri legali maxi querele. Perché è un caso politico-giudiziario. Intaseremo la procura di denunce finché non si farà chiarezza. Qui potevamo morire tutti“.

Ma non c’è solo il problema delle emissioni nell’aria, qui si parla di ricadute sui terreni. Per questo chiederemo all’ARPA cosa effettivamente sta monitorando“. Il messaggio di Marano è chiaro: bonifiche e riconversione. “Devono essere loro a pagare le bonifiche. Abbiamo fatto di tutto per fermare lo scempio. Il Comitato Tecnico Regionale aveva bocciato il ciclo produttivo della Raffineria. Ma non è stato preso nessun provvedimento. Chi inquina deve pagare. Lo diciamo forte e chiaro: vogliamo la riconversione“. Domani è in programma una manifestazione che partirà da Archi, il nucleo abitato che si trova nelle immediate vicinanze della Raffineria.