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MessinAmbiente, 6 mesi di proroga e 4 indagati

Tribunale-di-MessinaMessinAmbiente torna nel mirino della magistratura. Stavolta è il sostituto procuratore Roberto La Speme a fare le pulci alla partecipata del Comune, indicando i reati di truffa, falso ideologico e peculato alla base di una gestione a dir poco oscura. Nel mirino del togato il buco da 25 milioni d euro che ha portato ad una proroga dell’indagine. Quattro gli indagati: Armando Di Maria (ex commissario liquidatore), Antonino Miloro (direttore generale), Roberto Lisi e Filippo Marguccio (funzionari del settore Acquisti e Autoparco).