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“A Messina la vera emergenza si chiama lavoro”

messina_di_notteCon questo slogan si è aperto l’incontro al quale, nonostante la “vistosa” ed imbarazzante assenza dell’Amministrazione, hanno contribuito con importantissimi contributi, Emilia Barrile Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Lazzari Presidente dell’Ordine degli Architetti, Nunzio Santoro per l’Ordine degli Ingegneri, Alfredo Schipani Presidente di Confindustria, Carmelo Picciotto Presidente di Confcommercio, Giovanni Calabrò Presidente di Confesercenti e Santino Morabito Coordinatore del FIBA Confesercenti. Considerata l’importanza dell’argomento avevamo invitato il Sindaco e l’Assessore De Cola che però, per motivi diversi, hanno disertato l’incontro dimostrando ancora una volta la distanza di questa amministrazione dai problemi reali della città. Lo afferma in una nota il rappresentante di Reset Alessandro Tinaglia.

L’obiettivo dell’evento, insieme alle forze imprenditoriali, sociali e professionali della Città, era quello di incanalare la discussione verso fatti concreti e soluzioni condivise e fattibili. Siamo molto soddisfatti del risultato poiché abbiamo potuto verificare come il nostro sentire, la nostra percezione delle situazione cittadina e delle problematiche legate al lavoro sia stata condivisa da tutti i presenti e gli intervenuti. Sia in riferimento alle problematiche collegate alle aree ZIR e ZIS che per quelle relative ai numerosi stabilimenti balneari è stata condivisa una linea.

AREE ZIR E ZIS

Comune-di-Messina-Palazzo-Zanca-1L’art. 23 della L. R. n. 8 del 12 gennaio 2012 prevedeva che la zona Industriale regionale (ZIR) di Messina e la zona industriale statale (ZIS), fossero trasferite al Comune di Messina, il quale doveva provvedere ad attribuire la relativa destinazione con il proprio strumento urbanistico attraverso la redazione di un Piano Integrato di Recupero Urbano (PIRU) da assoggettare alle procedure di cui alla legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71. Il problema fondamentale è che fino all’approvazione dei suddetti piani attuativi, nelle aree ex ASI, ZIR e ZIS del Comune di Messina, sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria. Ad oggi il Comune di Messina non ha redatto il PIRU lasciando nel “limbo” decine di imprese cittadine che avrebbero altresì potuto modificare e/o differenziare la propria attività creando nuove opportunità di lavoro.

“La nostra proposta è quella di non attendere, come proposto in questi giorni dall’amministrazione, la redazione della Variante di Salvaguardia quale integrare il PIRU, poiché i tempi tecnici lunghissimi sono inconciliabili con le necessità urgenti delle aziende oramai allo stremo. Proponiamo dunque di redigere, in qualche settimana al massimo, un P.I.R.U. che pur “congelando” l’espansione delle ZIR e delle ZIS consenta, nelle more della redazione ed approvazione della variante di salvaguardia, esclusivamente l’ordinaria e straordinaria manutenzione, la ristrutturazione edilizia ed il cambio di destinazione d’uso degli immobili limitatamente alla tipologia di attività oggi già esistenti all’interno delle due medesime aree. Proponiamo inoltre di meglio disciplinare il cosi detto “atto unilaterale d’obbligo” che consente di trasportare all’interno delle aree ZIS e ZIR il 50% della cubatura di altre aree edificabili tramutandole in aree agricole. L’atto unilaterale non chiarisce le modalità secondo le quali tale cubatura verrà realizzata né tantomeno dove la stessa verrà ubicata. Se non verranno, dunque, posti in essere repentini chiarimenti e modifiche il rischio, molto concreto, è che la Variante di Salvaguardia si ritrovi milioni di metri cubi da gestire all’interno delle ZIR e ZIS o peggio si vedrà costretta, per evitare ricorsi e richieste di indennizzo, a spalmarli in altre parti del territorio comunale”.

STABILIMENTI BALNEARI

Comune di PalermoI sempre più numerosi Stabilimenti Balneari e tutte le attività economiche previste dal PUDM (Piano Utilizzo Demanio Marittimo) redatto dal Comune di Messina nel 2013 sono ancora in attesa di istruttoria ed approvazione da parte della Regione Siciliana. Tra le lungaggini burocratiche nelle quali i gestori degli stabilimenti sono annualmente impantanati, l’elemento di maggiore criticità è quello della mancata autorizzazione che consenta la destagionalizzazione delle attività non legate direttamente alla balneazione. Si conta che oltre 350 lavoratori sono impiegati stabilmente nel periodo estivo negli stabilimenti della Città e che almeno altrettanti vengono impiegati in maniera saltuaria durante tale periodo. Nonostante, però, il T.A.R. Sicilia Palermo, Sez. I, 23 gennaio 2014, n. 209 abbia sanzionato il Comune di Palermo, per non aver concesso la destagionalizzazione delle attività non balneari ad uno stabilimento, condannandolo al risarcimento del mancato utile, ancora oggi il Comune di Messina continua a non rilasciare le concessioni che permetterebbero di tramutare in annuali i lavoratori stagionali degli stessi stabilimenti. Durante il dibattito però l’Ing. Santoro ci informava che proprio nei prossimi giorni si definirà l’iter di adozione delle determinazioni del TAR e che dunque anche Messina si allinea alle altre realtà siciliane. Come sempre in ritardo ma la notizia è ovviamente positiva poiché contribuisce ad aumentare le opportunità di lavoro in una città alo stremo.