fbpx

Messina, Navarra vara lo Statuto: “garantite trasparenza ed efficienza”. E Saitta replica ai rappresentanti degli studenti…

/

unime (4)E’ stato presentato stamane, nel corso di una conferenza stampa, il nuovo Statuto dell’Ateneo di Messina. L’atto, contestato da diverse associazioni studentesche, è stato salutato con favore dai vertici dell’Amministrazione. Obiettivo del Magnifico era, infatti, rendere più efficace ed efficiente l’Ateneo cittadino. Dopo l’approvazione del testo, registrata nella giornata di ieri, Navarra sente di poter guardare con fiducia al percorso iniziato.

E’ un cammino che parte da lontano, come ha evidenziato il prof. Giovanni Moschella, già direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche e Storia delle Istituzioni. A lui è toccato il compito di illustrare i cambiamenti che coinvolgeranno direttamente le diverse componenti accademiche. “Dopo aver analizzato le incongruenze della prima esperienza statutaria – ha esordito Moschella – abbiamo affrontato collegialmente le criticità”. La strada intrapresa è chiara: si va verso una drastica riduzione dei Dipartimenti ed una contestuale valorizzazione di ciascuno di essi, se è vero com’è vero che i Direttori potranno sedere automaticamente in Senato, rendendo l’organo maggiormente rappresentativo permeabile agli interessi delle diverse realtà didattico-scientifiche.

Il tasto dolente è sicuramente stato il malessere espresso da alcune componenti studentesche. Sul punto Moschella ha precisato: “come la maggior parte degli Statuti degli Atenei italiani abbiamo ridimensionato la rappresentanza degli studenti in quota proporzionale, consentendo il voto a tutti gli studenti, fatto questo sì unico, ma con una quota del 30%. Si tratta di un’estensione del suffragio che non intacca il numero dei rappresentanti in seno al Senato Accademico”. L’elezione del Magnifico Rettore, come quella dei Direttori, non riguarderà più esclusivamente la cerchia ristretta della rappresentanza, ma coinvolgerà 27.000 potenziali elettori, vale a dire tutti gli studenti iscritti nei diversi corsi dell’Università. “Per il Consiglio d’Amministrazione – ha proseguito Moschella – si è ritenuto di mantenerne inalterata la composizione, riducendo di un solo membro la rappresentanza dei docenti: così saranno presenti un rappresentante della prima fascia, uno della seconda e uno dei ricercatori”. Valorizzato è anche il ruolo del personale tecnico-amministrativo.

Sottolineando come il Senato abbia deliberato parimenti una auto-riduzione del suo mandato, il prof. Antonio Saitta – Prorettore alla Legalità, trasparenza e processi amministrativi – ha poi snocciolato qualche dato: “L’amministrazione ha voluto unime (8)diffondere la bozza dello Statuto, cosa mai avvenuta in passato, consentendo una valutazione articolo per articolo non soltanto alla comunità ma all’intera opinione pubblica. Da qui il fitto colloquio con colleghi ed esponenti del mondo sindacale. Dal punto di vista della politica accademica sono aumentati gli spazi di democrazia interna: questo è un elemento evidente e forte. Le massime cariche dell’Ateneo, nel rispetto della legge Gelmini, erano perlopiù cooptate: adesso saranno elettive e tutti potranno esprimere il proprio rappresentante. Anche dove il Ministero stabilisce una scrematura, abbiamo cercato di operare nel senso della maggiore collegialità. La presenza dei Direttori di Dipartimento in Senato è un valore aggiunto per il confronto trasparente in seno alla comunità accademica: ciò creerà una filiera continua fra il Senato e gli attori della vita accademica, con un confronto mensile sia ascendente che discendente”. Rispetto alle rimostranze degli studenti, Saitta ha voluto ridimensionarne la portata: “le due riunioni del Senato hanno determinato 124 votazioni. 118 sono state all’unanimità. 5 a maggioranza. Su sei rappresentanti degli studenti, 2 hanno votato a favore, 1 si è astenuto e 3 contro. A voi la libera interpretazione dei dati certi…”. Sollecitato sul punto, anche Navarra ha tenuto a precisare che una certa quota di dissenso può essere sana, testimoniando la bontà di un dialogo autenticamente democratico. Quanto alle ingerenze del Consiglio comunale, Navarra non si è esposto. Saitta, invece, ha teso a precisare il valore dell’autonomia universitaria “rispetto a determinate iniziative istituzionali piuttosto sgrammaticate”.