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L’ultima cena o l’ultimo poker?

L’ultima-cena-o-l’ultimo-pokerLa Chiesa mantenne sempre verso il poker un atteggiamento a dir poco ambiguo: ufficialmente lo osteggiò, ma in privato ne fruì regolarmente.

Anzi, il poker influì non poco sulla storia della Chiesa, come si vedrà.

Il gioco del poker, nella versione texas hold’em, fu particolarmente praticato, per tutta l’antichità, nell’attuale regione del Medio Oriente ed una versione con il tavolo a dodici giocatori era la più popolare.

Al riguardo, qualche anno fa, una rivoluzionaria teoria cominciò a prendere piede.

Alcuni studiosi cominciarono a sospettare che l’Ultima Cena, il celeberrimo affresco di Leonardo da Vinci, in effetti, non rappresentasse una cena, bensì una partita a hold’em, gioco del quale i dodici apostoli e Gesù stesso pare fossero degli appassionati.

Il sospetto divenne certezza quando rilievi effettuati sull’affresco con moderne tecnologie laser, dimostrarono come, in origine, sul tavolo fossero dipinte delle carte da gioco, in seguito cancellate.

Il mistero fu definitivamente chiarito con il ritrovamento, negli archivi del convento di Santa Maria delle Grazie in Milano, di documenti per secoli tenuti segreti, dalla lettura dei quali si è potuto apprendere la vera storia dell’affresco.

Da essi si evince che Ludovico Sforza, committente dell’opera, una volta che la stessa fu ultimata, volle mostrarla in anteprima, con orgoglio, al Vescovo di Milano.

Questi apprezzò la genialità dell’autore, ma chiese al Duca di non esporre il dipinto se non dopo aver consultato il Papa.

Il vescovo aveva intuito infatti come l’opera, nella versione in cui l’aveva vista, avrebbe potuto procurare qualche problema alla dottrina della Chiesa e, molto probabilmente, la storia fino a quel momento raccontata la si sarebbe dovuta del tutto rivedere.

Ed il vescovo aveva perfettamente ragione: infatti il papa, appena avvertito, intimò al duca di Milano di fare modificare immediatamente l’opera.

Leonardo, suo malgrado, dovette cancellare le carte da gioco, raffigurate nell’affresco e sostituirle con stoviglie, pane ed altre vettovaglie.

Fu per questo motivo che l’opera, iniziata nel 1495, fu poi ultimata solo nel 1498 e, la stessa, che sarebbe dovuta passare alla storia come “l’ultimo poker”, diventò poi “l’ultima cena”.

Leonardo, da parte sua, nel rappresentare la scena non aveva fatto altro che raffigurare ciò di cui era venuto a conoscenza attraverso un manoscritto segretamente avuto in visione grazie ad una guardia svizzera compiacente, in cui la storia di quella serata risultava completamente diversa da quella riportata nella versione ufficiale che fu poi tramandata nei secoli.

Altra verità sconcertante che la Chiesa voleva tenere nascosta era inoltre il fatto che, con la celebre frase “oggi qualcuno di voi mi tradirà” Gesù intendeva riferirsi, sì a Giuda (su questo tutti gli storici sono concordi), ma per motivazioni ben diverse da quelle ufficialmente riconosciute dalla Chiesa.

Dal Vangelo apocrifo di Basilide si evince, infatti, una circostanza inedita: gli apostoli giocavano tutte le settimane a hold’em e Giuda faceva sempre da dealer (giacché era particolarmente attaccato al denaro ed aveva una grande paura di perdere).

Ma ciò che sconcerta è il fatto che Basilide affermi anche che esistesse una collusione abituale tra Giuda e Gesù.  Pare, infatti, che Gesù fosse solito superare sistematicamente tutti i coin flip [1] in cui veniva a trovarsi coinvolto e, cosa ancor più clamorosa, riuscisse a vincere sempre anche quando gli avversari partivano con una coppia di assi.

 Fu a seguito del verificarsi di questi improbabili eventi che in Palestina si sparse la voce che c’era un tale che faceva i miracoli.

E fu così che nacque la frase, ancora oggi in uso nel poker “è uscita la carta del miracolo”.

[1] coin flip: letteralmente significa lancio della monetina; si dice di una mano in cui due giocatori hanno in partenza quasi identiche probabilità di vincere

Saverio Spinelli