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Lavoro: indagini dei carabinieri sulle “schiave di Ragusa”

donne raccolgono verdurePiegate a raccogliere pomodori e zucchine nelle serre dalla provincia di Ragusa che, in estate, il caldo e i fertilizzanti trasformano in un inferno che toglie il respiro. Poi, alla fine del turno sfiancante, costrette a soddisfare le voglie sessuali del padrone italiano. L’inchiesta de “l’Espresso” ha raccontato le schiave di Ragusa: lavoratrici, molte anche madri, che vengono soprattutto dall’Europa dell’Est. Braccianti rumene ridotte in schiavitu’. Dopo gli articoli di Antonello Mangano e la video inchiesta di Duccio Giordano, i Carabinieri di Ragusa hanno deciso di aprire un’istruttoria. Anche il Parlamento si e’ mosso con due interrogazioni presentate da Sel e Pd. In questa prima fase di indagini le donne dell’Arma avranno un ruolo fondamentale: saranno loro ad avvicinare le presunte vittime che, altrimenti, di fronte a un uomo in divisa potrebbero restare in silenzio. Gli inquirenti ritengono fondamentali anche le testimonianze delle operaie italiane e straniere che lavorano tra Vittoria e Santa Croce di Camerina, nella cosiddetta “Fascia trasformata”, dove all’agricoltura tradizionale si e’ sostituita la coltivazione nelle serre per produrre primizie tutto l’anno. Gli investigatori hanno gia’ controllato piu’ di 150 persone e una cinquantina di capannoni aziendali. I primi accertamenti, concentrati sulle imprese piu’ grandi, proseguiranno a tappeto in tutta la provincia. I militari stanno bussando alle porte anche delle ditte a gestione familiare. E’ nelle piccole realta’, infatti, che e’ piu’ diffusa la violenza sulle braccianti. Una volta raccolte le informazioni e interrogati i testimoni (alcuni intervistati nel reportage), i detective scriveranno una relazione che sara’ inviata alla procura della Repubblica di Ragusa.