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Il grillo predicatore ed il poker

Il-grillo-predicatore-ed-il-pokerUn po’ di tempo dopo l’avvento del Cavaliere, sul palcoscenico nazionale apparve un nuovo personaggio, fino ad allora noto al pubblico per motivazioni assai diverse da quelle per le quali diventò poi famoso. Era il Grillo predicatore.
Egli aveva creato un blog sul quale muoveva pesanti critiche contro tanti, ma soprattutto nei confronti del Cavaliere stesso.
In seguito estese le critiche a tutto il mondo del poker affermando che i tornei che si tenevano in Italia erano tutti truccati e che i players più noti, pur provenendo da scuole diverse e quindi apparentemente “avversari”, appartenevano di fatto alla medesima casta ed erano soliti mettersi d’accordo per fissare e mantenere regole solo ad essi congeniali e per spartirsi quindi i premi.
In breve il blog acquisì molti simpatizzati e iniziarono ad affluirvi anche tanti appassionati di poker che desideravano solo poter giocare senza essere truffati, con regole nuove e trasparenti.
Ben presto il Predicatore realizzò una nuova piattaforma di poker, definita pulita e trasparente, alla quale potevano partecipare tutti suoi seguaci, che continuavano a crescere sempre di più.
Il consenso crebbe tanto che, in occasione del rinnovo della cariche elettive nell’Associazione Nazionale del poker, il Predicatore decise “scendere in campo” con una propria formazione, affermando che, se fosse riuscito a vincere le elezioni, avrebbe scritto nuove regole e mandato a casa tutti i vecchi dirigenti associativi.
Allo scopo indisse, tra gli iscritti al blog, dei tornei di qualificazione on line attraverso i quali furono designati i candidati del suo movimento.
Alle elezioni il successo fu grande e altrettanto grande fu l’aspettativa creata, non solo tra gli iscritti, ma anche tra altri appassionati del gioco che fino a qual momento non conoscevano il blog. Si sentiva finalmente una ventata di aria nuova e si intravedeva la possibilità di avere finalmente trasparenza e nuove regole per i tornei.
A qual punto il Predicatore sentì il bisogno di definire in modo puntale la sua teoria sul gioco e diffonderla al pubblico con finalità evangeliche.
Concepì così “il Verbo”.
C’è da dire che il verbo del Predicatore non era unicamente farina del suo sacco, bensì era stato ispirato da una entità dai capelli lunghi che soleva vivere nell’ombra ed alla quale il Predicatore era molto devoto, in quanto era colui che lo aveva avvicinato al web, che gli forniva il blog e che aveva infine realizzato la piattaforma di gioco.
Questa entità era denominata l’Ispiratore,
Il tutto ricordava la storia di Mosè (il predicatore), del Padre Eterno (l’Ispiratore) e dei dieci comandamenti (le regole del blog).
E come nel biblico caso, 10 erano anche i comandamenti contenuti nel Verbo:
1. Non avrai altro luogo di discussione al di fuori del blog;
2. Non nominare invano il blog;
3. Ricordati di frequentare quotidianamente il blog;
4. Onora il verbo del blog;
5. Non uccidere; però devono arrendersi;
6. Non frequentare i talk show in TV, se non preventivamente autorizzati dal Predicatore;
7. Non giocare a poker su altre piattaforme;
8. Non dire bugie se non a fin di bene;
9. Non desiderare la donna d’altri, tanto non te la dà;
10. Non desiderare la roba d’altri, tanto non l’avrai;
I dieci comandamenti furono poi condensati in precise regole di vita cui dovevano attenersi tutti i blogger.
La prima regola era che si poteva giocare a poker solo on line: non era cioè possibile giocare dal vivo; pena l’espulsione dal Movimento.
La seconda regola fu che si poteva giocare su una sola piattaforma, quella del Predicatore/Ispiratore, pena sempre l’espulsione.
La terza fu che se qualche iscritto al blog avesse partecipato ad un torneo live, peggio ancora se televisivo, il suo account sarebbe stato cancellato ed i suoi commenti cestinati; in caso di recidiva sarebbe stato espulso. La stessa sorte sarebbe stata riservata anche a coloro che, senza la preventiva autorizzazione del Predicatore, avessero osato rilasciare interviste a qualsivoglia mezzo di comunicazione.
Infine fu fissata la regola che gli iscritti dovessero rinunciare ad una certa parte dei premi eventualmente vinti.
Le decisioni importanti del Movimento si prendevano solo on line, attraverso dei referendum il cui esito, stranamente, talvolta si conosceva subito, altre volte solo dopo un po’ di tempo; tuttavia i risultati erano sempre in linea con il verbo del Predicatore.
I ritardi erano dovuti al fatto che i risultati, prima di essere divulgati, dovevano essere preventivamente omologati dall’Ispiratore, il quale, non sempre era immediatamente disponibile.
I rappresentati del Predicatore, non appena giunti all’Assemblea dell’Associazione, furono presi di mira dai giornalisti che chiedevano loro cosa avrebbero fatto: ma essi, per paura di essere espulsi, evitavano di parlare; se si facevano sfuggire qualche affermazione, restavano poi con il terrore di essere espulsi; infine, se rispondevano a botta sicura, prendevano in seguito atto che avrebbero fatto meglio a stare zitti, perché il Predicatore spesso poi li smentiva.
In ogni caso, alle prime riunioni dell’assemblea, i delegati delle varie scuole di poker classiche, preso atto che tirava un vento nuovo e che stato meglio cambiare registro, cominciarono a chiedersi quali nuove regole si sarebbero potute fissare e chiesero lumi ai nuovi colleghi iscritti al blog.
Ma il Predicatore mandò a dire soltanto “dovete arrendervi”.
Al Predicatore veniva chiesto, “volete che il full batta la scala o viceversa?”, “volete che il primo arrivato vinca il 20 o il 30 per cento del monte premi?” e così via, ma il predicatore continuava a rispondere unicamente “dovete arrendervi”.
La situazione suscitava stupore, curiosità e talvolta sconforto, perché non si capiva cosa in effetti quei nuovi arrivati volessero.
Alla fine, vista la situazione e data l’impossibilità di trovare un accomodamento, i giocatori della vecchia guardia, quelli della casta, si misero d’accordo tra di loro e tutto rimase come prima.

Saverio Spinelli