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Cosenza, presentazione liste Forza Italia. Calabretta: “rapporto Svimez più catastrofico da 1946”

Wanda Ferro e Calabretta
Wanda Ferro e Calabretta

Wanda Ferro e Calabretta

“L’occasione per comunicare la mia candidatura, nelle fila  di Forza Italia, per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria, mi è data all’indomani della pubblicazione di un rapporto SVIMEZ che forse è il  più catastrofico presentato dal 1946 a oggi, cioè da quando è stata fondata quell’associazione che si occupa di sviluppo industriale nel Mezzogiorno“. Così Cataldo Calabretta, avvocato e docente universitario di diritto dell’informazione, candidato al consiglio regionale per Forza Italia.

I dati snocciolati in quella relazione – prosegue Calabretta -, sono di quelli che fanno raggelare il sangue nelle vene, se si pensa ai posti di lavoro che sono andati perduti negli ultimi cinque anni; alle distanze negative che esistono addirittura tra un PIL nazionale che scende e quello che al SUD e in Calabria, soprattutto, scende ancora più giù. In Calabria il rapporto tra natalità e mortalità fa anche quello registrare un picco negativo poiché non si fanno più figli, le famiglie consumano di meno; soffrono l’industria e tutti gli altri settori produttivi e quindi calano gli investimenti. Il tragico rosario dei dati Svimez pubblicato proprio ieri a Roma, si riferisce ai cinque anni trascorsi e quindi si ferma al 2013. Ma la proiezione all’anno successivo, cioè a quello che ha visto alternarsi al governo del Paese due presidenti del PD e che vede a oggi l’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi, riempirsi la bocca delle parole sviluppo e ripresa, gonfiare il petto contro coloro che volessero mettersi sul suo cammino di riforme e tragiche ricette economiche, parla di un ulteriore calo degli occupati al SUD in questi primi dieci mesi del 2014. Dieci mesi governati pressoché con un monocolore e senza opposizioni e che, fra altri terribili guasti, non ha saputo fare nulla a che non si perdessero altri 170 mila posti di lavoro. Desertificazione industriale, calo delle nascite, impoverimento generale della popolazione; settimo anno consecutivo di recessione anche per la nostra Regione ,sul capo della quale pende un taglio di risorse senza precedenti, giacché il Governo di Matteo Renzi, nella legge di stabilità, che ha ottenuto il via libera dalla Unione Europea nella stessa giornata di ieri, ha previsto tagli nei trasferimenti di risorse finanziarie alle regioni, per ben 4 miliardi di euro. In questo scenario, a dir poco terribile, la Calabria si appresta al rinnovo del suo Consiglio e del suo Governo regionale. L’appuntamento del23 novembre, quando i calabresi si recheranno alle urne per scegliere il loro presidenti ed i consiglieri che dovranno rappresentarli, appare il più difficile da quando sono state istituite le regioni. Sicuramente esso è il più incerto, quello che ha fatto registrare un altissimo tasso di confusione e, anche, di perdita di ragioni. Ma è la politica che va perdendo identità in Calabria. Questo confluire di opposti schieramenti uno nell’altro; questo accordarsi tra fazioni, partiti e correnti di pensiero, a prescindere dalle idee  e dagli ideali di appartenenza, ha contribuito e contribuirà ancora, sino all’ apertura delle urne, a gettare discredito, ad alimentare il fuoco dell’antipolitica e comunque la piena diffidenza nei confronti della classe politica calabrese. Cambi di casacca , rovesciamenti di fronti e sostituzione di bandiere, sono pratiche che non appartengono al mio partito, per il quale ho offerto la mia disponibilità e ancora di più il mio impegno adesso, proprio in ragione di questa sua coerenza, di questa sua certezza dell’agire, di questa sua dignità politica che dovrà e saprà tradursi in buona amministrazione. Provengo da una formidabile e per me felice collaborazione con l’ex governatore Peppe Scopelliti, anche se egli ha preso delle strade diverse, sono sicuro che non lo ritroverò su un carro diverso, cioè su quello del “Renzismo imperante”. Se così fosse, avrei un avversario in più da contrastare, perché avrei un nemico calabrese della Calabria, di quel Sud che l’indagine dello Svimez ha descritto come malato terminale e di quel valore aggiunto della coerenza, politica, umana, culturale, spirituale, che fa la differenza tra politici di professione fini a se stessi e uomini, impegnati in politica, politici al servizio del bene comune e della collettività. In nome e in applicazione di questi principi, per come posso, per come so fare e per come mi piacerebbe agire, accanto a Wanda Ferro, e per Wanda Ferro governatore della Calabria, offro la mia esperienza professionale, umana e imprenditoriale a che il rapporto Svimez, pubblicato ieri, 28 ottobre 2014, sia solo un ricordo lontano; un brutto sogno e niente di più“, conclude Calabretta.