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Bloccati i lavori per il raddoppio ferroviario della Palermo-Messina

raddoppio ferroviario Palermo-MessinaIl licenziamento di dieci operai già in servizio e la mancata assunzione, già programmata, di 35 nuovi lavoratori inseriti nel bacino degli ex dipendenti posti in mobilità da Cefalù 20“. Sarà questa la conseguenza, sottolinea il presidente della Cosedil spa Gaetano Vecchio, della decisione da parte di Cefalù 20 di risolvere il contratto per l’appalto del raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Messina, nel tratto compreso tra Fiumetorto e Cefalù. “Una risoluzione contrattuale tanto pretestuosa quanto illegittima che vuole mascherare le inefficienze del general contractor – ha detto Vecchio – non si tratta solo di difendere gli interessi della nostra società, ma degli operai che perderanno il lavoro e dei siciliani che rischiano di trovarsi di fronte all’ennesima incompiuta in materia di appalti pubblici“. Il contratto di affidamento per la “realizzazione del rilevato ferroviario, degli attraversamenti idraulici e sottovia, di nuove viabilità, di opere speciali in fondazione e delle fondazioni delle barriere antirumore“, era stato sottoscritto dalla Cosedil di Santa Venerina nel giugno scorso. Il primo lotto dei lavori sarebbe dovuto partire immediatamente per consentire il rispetto della scadenza concordata con Rfi ma da subito la Cosedil aveva rilevato la presenza di una serie di anomalie. “All’impresa non sono stati consegnati né i progetti esecutivi validi né le autorizzazione per avviare le attività e le opere propedeutiche erano incomplete – spiega il presidente di Cosedil – nonostante tutto ci eravamo detti pronti a fare la nostra parte, in attesa della revisione tecnico contrattuale del contratto. Ed, invece, è arrivata la sorprendente quanto ingiustificata risoluzione contrattuale”. “A questo punto – conclude – riteniamo doveroso avviare tutte le procedure per tutelare la nostra società“.