fbpx

“Spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè”, come cantava Fred Bongusto

spaghettiGli spaghetti sono simbolo incontrastato dell’Italia da tempi immemorabili; anche se la loro nascita pare possa essere stata in Cina o nei paesi arabi, come alcuni vogliono, in effetti uno degli elementi identificativi dell’Italia nell’immaginario collettivo sono proprio questi fili, fili di spago, appunto, conditi nei modi più vari possibili. Così famosi da essere mitizzati anche in vari contesti artistici, come nel cinema, per esempio, con il ciclo “Spaghetti western” del regista italiano Sergio Leone e nella canzone come richiama la romantica melodia di Bongusto.

spaghetti01Di fatto, la cucina è una vera e propria arte, attualmente  per certi versi trascurata a causa della schizofrenia della vita quotidiana, anche se la manualità artigiana dà un sapore particolare alle pietanze che si impregnano dell’energia di chi le prepara con cura, attenzione e amore. Perchè secondo me, cucinare è un vero e proprio atto d’amore da condividere con i propri convitati. E  proprio oggi io mi sono voluta sbizzarrire a preparare un piatto di spaghetti insolito. Ho preso due zucchine di media grandezza raccolte nell’orto grazie alla cura di mio marito, e le ho tagliate a fili, le ho fatte tostare in padella antiaderente senza alcun condimento. Asciugati i fili, li ho messi in una pirofila irrorandoli con gocce di limone, rigorosamente non trattato, dei quali la nostra terra calabra è generosa. Nella stessa padella ho adagiato, poi, dei pomodorini ciliegino  tagliati a metà, anche questi dell’orto di famiglia, in compagnia di due cucchiai di aceto, aceto di vino naturalmente che è proprio “divino”. Evaporati l’aceto e l’acqua dei pomodori, ho aggiunto questi ultimi ai fili di zucchine mescolando con delicatezza. Ho guarnito poi con zenzero, scorza di limone grattugiata, rucola, prezzemolo, un tocco di peperoncino che non guasta mai, un pizzico di polvere di cedrina, e di polvere di rosa. E’ venuto fuori un piatto prelibato e, senza volerlo, vegetariano, anzi direi proprio vegano; ma qui ognuno può lavorare di fantasia.
Gli “Spaghetti di zucchine“, infatti si possono condire sia con molluschi e crostacei, sia con sughi a base di carne, ragù oppure pancetta oppure anche alla carbonara, o anche con pinoli leggermente abbrustoliti, con noci e/o mandorle tritate, con granella di nocciole,  e via di questo passo. Provare per credere e gustarne la bontà. E se qualche schizzinoso dovesse storcere il naso, magari gli capiterà di assaporarli con piacere senza accorgersi della materia prima.