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Saline, ex liquichimica: richiesta di bonifica delle acque [FOTO]

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DSC04112La gravità e la complessità delle tematiche ambientali esposte con le precedenti segnalazioni sotto il profilo sanitario ambientale e il colpevole adagiarsi delle competenti Istituzioni locali hanno indotto lo scrivente ad interessare anche le più alte Istituzioni dello Stato, affinché senza alcuna esitazione si attivino per gli urgenti e non più procrastinabili interventi a salvaguardia dell’ambiente e a tutela della salute dei cittadini. Lo afferma in una nota Vincenzo Crea Referente unico dell’ANCADIC Onlus e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”.
L’importanza della tematica ci induce a ritornare sull’argomento anche se a distanza di pochi giorni dall’ultima comunicazione datata 17 settembre, per segnalare un’altra situazione di potenziale pericolo per l’ambiente e per la salute pubblica che perdura da alcuni decenni e che va immediatamente rimossa. Invero, nello specchio d’acqua antistante l’ex stabilimento liquichimica di Saline Ioniche (RC) insistono delle strutture mobili (pontili provvisori d’attracco) e sovrastrutture (manufatti in cemento armato e tubazioni) e un’opera con annessa tubazione che doveva portare acqua alla “vasca acqua mare”, che unitamente a dei manufatti di calcestruzzo costituiscono fonte di inquinamento e una condizione di potenziale pericolo per chi incautamente si dovesse avvicinare. Per quanto si è venuto a sapere lo specchio d’acqua e parte dell’area dello stabilimento sarebbero stati dati in concessione demaniale alla liquichimica S.p.A. nell’anno 1974.
Alla luce di quanto sin qui brevemente detto si invitano gli Enti e le Istituzioni in indirizzo, ognuno per la parte di competenza, ad intraprendere le iniziative per riportare in pristino lo stato originario dei luoghi ai fini della tutela dell’ambiente e della sicurezza.

DSC04192La richiesta è stata inviata alla Capitaneria di porto Reggio Calabria, alla Commissione Straordinaria del comune di Montebello Ionico, al  direttore generale Regione Calabria dell’azienda sanitaria provinciale n.5, all’A.R.P.A. Calabria dipartimento provinciale di Reggio Calabria, all’azienda sanitaria provinciale dipartimento di prevenzione U.O. di igiene e sanità pubblica di Melito Porto Salvo, al Presidente del consiglio dei ministri Presidenza Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’interno e al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, alla presidenza del Consiglio dei Ministri del dipartimento della Rrotezione Civile, al Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana, alla Camera dei Deputati  della repubblica italiana VIII commissione (ambiente), al Prefetto della provincia di Reggio Calabria, al procuratore capo della Repubblica dott. Federico Cafiero de Raho, alla Regione Calabria dipartimento tutela della salute e politiche sanitarie e al signor Presidente della Repubblica Italiana.

La gravità e la complessità delle tematiche ambientali esposte con le precedenti segnalazioni sotto il profilo sanitario ambientale e il colpevole adagiarsi delle competenti Istituzioni locali  hanno indotto lo scrivente ad  interessare anche le più alte Istituzioni dello Stato, affinché senza alcuna esitazione si attivino per gli urgenti e non più procrastinabili interventi a salvaguardia dell’ambiente e a tutela della salute dei cittadini.

saline (6)-1 (Medium)L’importanza della tematica ci induce a ritornare sull’argomento anche se a distanza di pochi giorni dall’ultima comunicazione datata 17 settembre, per segnalare un’altra situazione di potenziale pericolo per l’ambiente e per la salute pubblica che perdura da alcuni decenni e che va immediatamente rimossa.  Invero, nello specchio d’acqua antistante l’ex stabilimento liquichimica di Saline Ioniche (RC) insistono delle strutture mobili (pontili provvisori d’attracco) e sovrastrutture (manufatti in cemento armato e tubazioni) e un’opera con annessa tubazione che doveva portare acqua alla “vasca acqua mare”, che unitamente a dei manufatti di calcestruzzo costituiscono fonte di inquinamento e una condizione di potenziale pericolo per chi incautamente si dovesse avvicinare. Per quanto si è venuto a sapere lo specchio d’acqua e parte dell’area dello stabilimento sarebbero stati dati in concessione demaniale alla liquichimica S.p.A. nell’anno 1974.

Alla luce di quanto sin qui brevemente detto si invitano gli Enti e le Istituzioni in indirizzo, ognuno per la parte di competenza, ad intraprendere le iniziative per riportare in pristino lo stato originario dei luoghi ai fini della tutela dell’ambiente e della sicurezza.

Ringrazio per l’attenzione che sicuramente presterete alla presente richiesta e nella fiduciosa attesa di notizie mi è gradita l’occasione di inviare cordiali saluti.