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Reggio, per il Comune tra Dattola e Falcomatà l’alternativa civica è Paolo Ferrara

paolo ferrara lucio dattola giuseppe falcomatàSi sta definendo sempre di più lo scacchiere politico di schieramenti e candidature in vista delle elezioni comunali di Reggio Calabria, in programma per il 26 ottobre: mancano poche settimane alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste, e in città c’è grande fermento in vista di un appuntamento elettorale che riconsegnerà una guida democratica alla città dopo l’onta del commissariamento. Il centro/sinistra parte in netto vantaggio con la candidatura del giovanissimo Giuseppe Falcomatà, passata dal successo delle primarie di coalizione: Falcomatà è avanti rispetto a tutti gli altri competitor per aver avviato in anticipo la campagna elettorale, mentre il centro/destra ha ormai trovato la quadra del cerchio intorno alla figura di Lucio Dattola. Non saranno gli unici candidati: nell’area del centro/destra, ad esempio, si candiderà anche Aurelio Chizzoniti che già molto tempo fa ha ufficializzato la sua discesa in campo. Nell’area di centro/sinistra, invece, dovrebbe essere della partita l’ex Pd Consuelo Nava e bisogna capire cosa deciderà di fare Mimmo Battaglia, sconfitto al veleno per un pugno di voti da Falcomatà alle primarie di luglio.

Paolo FerraraCi sarà ovviamente anche il Movimento5Stelle con la sua lista e qualche altra associazione, ma la vera novità che si presenta ai nastri di partenza come alternativa civica al classico scontro politico destra-sinistra è la coalizione del giovane Paolo Ferrara, che ha raccolto intorno al movimento “Liberi di Ricominciare” una serie di gruppi e associazioni espressione della società civile reggina e che si candiderà a Sindaco con il supporto di almeno 6-7 liste apartitiche e provenienti dalle viscere della città. Ex consigliere comunale eletto nelle fila del Partito Repubblicano, Paolo Ferrara ha poi abbandonato il partito di Nucara fondando un movimento che ha rappresentato in questi anni di commissariamento l’unica vera risposta sociale al degrado della città, l’unica vera sponda per la sofferenza del popolo in uno dei periodi più bui della storia cittadina. Quella di Paolo Ferrara è una candidatura autonoma e spinta dal basso, che va oltre le logiche originarie dei partiti e dello scontro politico. Lui parte a fari spenti e a bassa voce, ma a destra sono tanti i delusi che per giunta non si entusiasmano per Lucio Dattola e a sinistra Falcomatà non convince affatto. Attenzione, quindi, a non sottovalutare la spinta che arriva dalla società civile. Quanto accaduto un anno fa a Messina con Accorinti che vince il ballottaggio dopo aver conseguito il 22% dei voti al primo turno con il supporto esclusivo di liste civiche e apartitiche sia un monito anche per Reggio.