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Reggio, elezioni comunali: segni di panico nel centro/destra?

lucio dattoladi Kirieleison – Tra un mese ci saranno le elezioni comunali  a Reggio. Sarebbe una cosa normale che ogni lista cercasse di parlare di programmi, ma forse l’Italia non è un paese normale e Reggio forse lo è ancor meno: la campagna elettorale trova argomenti, piuttosto che su cosa si potrebbe fare, esclusivamente su cosa gli altri hanno o avrebbero fatto.

Il cavallo di battaglia del centrosinistra è: “la responsabilità del disastroso commissariamento della città è del centrodestra”. Il Centrosinistra gioca sul velluto: infatti, comunque si giri la frittata, la responsabilità politica del commissariamento non può che  ricadere sull’amministrazione durante la quale è avvenuto (Arena) e che era  in evidente continuità con l’amministrazione che l’ha preceduta, quando sindaco era Scopelliti.

Reggio Palazzo San GiorgioIl Centrodestra, di fronte a questo addebito che pesa come un macigno, non ha trovato di meglio finora, oltre che prendersela con i commissari (che da parte loro non hanno fatto nulla per evitarlo) e tirar fuori una serie di comunicati che denotano una sostanziale mancanza di argomenti e probabilmente sono sintomo di un certo affanno.

Si è partiti  infatti con  ipotetiche “nefandezze”  perpetrate dagli avversari in questi anni, secondo la discutibile teoria che la responsabilità non sia di chi dispone ma invece di chi parla, per proseguire con dissertazioni sulla mancanza di “decenza” del Centrosinistra, virtù la cui mancanza,  in politica, non è mai opportuno addebitare alla controparte (chi è senza peccato scagli la prima pietra!).

palazzo-san-giorgioQQuindi si è passato ad affermare come “sarebbe opportuno cominciare a raccogliere tutte le perle (del Centrosinistra ) di una sorta di “stupidiario”  da consegnare ai reggini a futura memoria”,  esprimendo un’intenzione che pare voler anticipare una campagna elettorale imperniata su ciò che avrebbe fatto l’opposizione, stavolta sulle basi di una nuova, originalissima, strategia politica, secondo al quale un’amministrazione uscente, per giustificare se stessa, se la prende con chi non amministrava niente.

Poi, da quando alcuni esponenti di partiti minori (UDC e PRI), che nelle precedenti elezioni si erano schierati con il Centrodestra, hanno dichiarato di volere appoggiare il Centrosinistra nella prossima tornata elettorale, è stato più volte detto solennemente che  non è corretto che Falcomatà (il quale tempo fa aveva dichiarato che nella sua coalizione non ci sarebbe stato posto per i transfughi) possa aver modificato in itinere la sua linea.

Al riguardo gli sono state addebitate ora “bugie”  ora  mancanza di “di onore e di dignità” (della serie: non vale! avevi detto così. Bandista!). 

Reggio Calabria: palazzo San Giorgio sede del ComuneContestualmente è iniziato un attacco a detti esponenti, accusati in primis di ingratitudine, per far poi loro premurosamente presente che “stanno semplicemente infangando la loro storia politica” , il tutto in un crescendo di comunicati  finalizzati a sminuirne il peso, che lascia intendere invece, in tutta evidenza, che sta prendendo sempre più piede la consapevolezza che le conseguenze per tali defezioni, in termini di voti, non saranno indolori. Ci ricorda la favola di Fedro “la volpe e l’uva”.

Nel contesto descritto si è poi inserita la telenovela che Battaglia, candidato alle primarie del PD e sconfitto di misura da Falcomatà, non avrebbe appoggiato questi nella corsa a sindaco della città, correndo con una lista propria; telenovela poi dissoltasi come neve al sole, assieme alla speranza di una frammentazione del fronte del Centrosinistra, che invece si è allargato. In sintesi: speranze completamente disattese.

falcomatàAssieme a tutte queste argomentazioni, che evidenziano un certo affanno nel Centrodestra, si aggiunge anche un  presagio non fausto per questa coalizione,  derivante dal fatto che Falcomatà è un elemento “pulito”, cioè senza alcun precedente che gli si possa addebitare e per giunta molto giovane. E ciò fa molta presa oggi sull’elettorato, affamato di speranza:  è infatti sotto gli occhi di tutti come siano andate a finire le ultime elezioni a livello nazionale. 

Per la corsa a Palazzo San Giorgio rimane per il Centrodestra  la   “briscola” del cosiddetto “modello Reggio”, periodo in cui sicuramente la città ha vissuto momenti di gloria e di grande immagine, ma relativamente al quale  la città non ha ancora chiaro quale sia stato il prezzo e per quanto tempo ancora lo dovrà pagare.

In pratica: la briscola in mano era a denari, ma pare che nel frattempo sul tavolo sia cambiata a bastoni. L’affanno del Centrodestra si trasformerà in crisi  di nervi?