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Reggina-Messina, la dura legge del gol. Orlando “magic box”

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gol Orlando Messina 03Messina pratico. Nel calcio ha ragione chi la mette dentro e i ragazzi di mister Grassadonia non hanno steccato il match-point confezionando un’azione perfetta per rapidità di esecuzione ed estetica nella finalizzazione. La ciliegina sulla torta è offerta da Orlando (che fino a ieri rappresentava un oggetto misterioso per i tifosi giallorossi) movimento sul primo palo e magia di tacco sotto la Sud granata comprensibilmente impietrita. Ma questo è solo il termine di una bella serata di calcio.

Ma facciamo un passo indietro. Se Lega ed Istituzioni intervengono tempestivamente per creare caos e indecisione, il Derby dello Stretto, risultato a parte, mette tutti d’accordo. Gran tifo sugli spalti per una cornice d’altri tempi e squadre che lottano dal primo al 94’esimo minuto.

Per i biancoscudati si tratta di un ritorno alla vittoria nove anni e mezzo dopo quel 13 marzo 2005 quando in serie A le reti di Cristante e D’Agostino stesero gli amaranto 2-0 al “Granillo”. Una vendetta covata per molto tempo e celebrata dal giovane difensore Luigi Silvestri sul suo profilo Fb a poche ore dal derby.

E’ ormai noto che ai punti, ad onor di cronaca, questo derby pendeva più per i cugini reggini ma il calcio, e a maggior ragione queste gare ricche di aspettative, è spesso imprevedibile. La bellezza di questo sport sta proprio in questo, poi farsi trovare al posto giusto nel momento giusto è quel surplus che solo i grandi professionisti possono vantare.

Del Messina post-Lupa Roma avevamo esaltato il cuore e la determinazione, un po’ meno l’organizzazione tattica, dopo il match di ieri consolidiamo l’idea di un gruppo moralmente robusto e che sa esaltarsi nelle occasioni che contano. Il tecnico Grassadonia sapeva della momentanea difficoltà dei suoi rispetto ad un Reggina rinfrancata da ottime prestazioni e buoni risultati, per i giallorossi era importante disputare una gara ordinata, senza strafare, per poi farsi trovare pronti al momento di affondare il colpo. Tutto da copione, tutto come era stato studiato, anzi molto di più.

La perla regalata da Orlando nel suo debutto in maglia giallorossa passerà alla storia come uno dei gol più belli (se non il più bello) del derby dello Stretto. Su le amnesie difensive del Messina e quella coordinazione tattica che ancora non funziona a dovere possiamo anche soprassedere, per il momento ci godiamo un goliardico fine settimana post-derby ricordando che nel calcio conta “la dura legge del gol”.

Lagomarsini 6,5 Infastidito da un laser proveniente dagli spalti vive qualche momento di incertezza in alcune uscite, ma quando viene chiamato in causa da un destro di prima intenzione in diagonale rasoterra si oppone abilmente sfoggiando tutte le sue qualità.

Silvestri 6 Quando va a staccare in area sui calci da fermo può far male, peccato che il suo colpo di testa nei primi minuti non è stato preciso come avrebbe voluto. Nel reparto difensivo fa il suo sporco lavoro come consuetudine.

Benvenga 6,5 Diverso dall’esterno che contro la Lupa Roma spingeva con continuità sulla corsia sinistra. La sua è stata più una gara di sacrificio, come del resto ha fatto tutta la squadra.

Nigro 7 – Poco simpatico sia per i padroni di casa, sia quelli in campo che sugli spalti. Rincorre chiunque e affonda il tackle più volte per imporre la sua presenza. Preziosa ed immensa quantità in mezzo al campo.

Bucolo 6,5 – Il suo lavoro resta poco in risalto data la presenza del biondo compagno di reparto, ma come sempre Saro funge da diga fondamentale tra difesa e centrocampo concedendo pochissimo spazio agli attaccanti di mister Cozza.

Pepe E. 6,5 – Caparbio e roccioso come sempre ha l’arduo compito di tenere a bada Alessio Viola. Il risultato gli dà ragione.

Donnarumma 6,5 – Come con la Lupa Roma soffre la presenza di un esterno rapido nella sua corsia, ma al momento giusto insiste per raccogliere il lancio di Corona, con astuzia manda a vuoto un avversario e mette dentro un cross di destro al bacio.

Bjelanovic 6 – Ancora lontano dalla migliore condizione si prende la briga di fare il lavoro sporco, prendere spazio (e botte) in mezzo ai due difensori amaranto. Sacrificio e determinazione sono le sue armi, in attesa dei gol che fanno parte del suo dna.

Corona 6,5 – Non appena “Re Giorgio” mette piede sul terreno di gioco compagni si sentono già rinfrancati perché sanno che qualcosa succederà….Nell’azione del gol, manco a dirlo, è sua l’apertura perfetta che lancia Donnarumma.

Orlando 7,5 – Il suo curriculum, visibile in parte su Youtube, testimonia che i suoi sono sempre bei gol. Di certo anche il più ottimista dei tifosi giallorossi si sarebbe mai immaginato un’esecuzione del genere. La sua rete con quel colpo di tacco stilisticamente perfetto è già storia.

Grassadonia 8 – Il massimo risultato con il minimo sforzo. Già questo basterebbe per riassumere il “miracolo” del tecnico campano. Riesce a trasmettere ai calciatori quelle dosi di umiltà e spirito di sacrificio che, oltre le doti tecniche, che fanno grande una squadra di calcio.

Tifosi 10 – Alla faccia di chi pensa che al Sud le partite di calcio sono un pretesto per prendersi a legnate in piazza, le due tifoserie hanno dato dimostrazione di maturità e civiltà. Tra gossip, scandali, rinvii e ricorsi, loro resistono e benché se ne dica rappresentano l’unico motivo che giustifica 22 calciatori intenti ad inseguire un pallone.