fbpx

Messina, scampato dissesto? Prima occorre votare il Consuntivo. E Accorinti registra i malumori del Consiglio…

Comune di Messina Palazzo ZancaAvere approvato il Piano di Riequilibrio decennale non pone Messina al sicuro rispetto all’eventuale rischio dissesto. Il voto di Palazzo Zanca va nella direzione della responsabilità: ratifica una situazione d’emergenza ed impegna l’ente locale a correggere il tiro. Tuttavia l’impegno fine a sé stesso non basta. Affinché la Corte dei Conti sciolga la riserva e riconosca lo sforzo profuso, è necessario votare il Consuntivo. Proprio oggi il Consiglio comunale tornerà a riunirsi sul punto in questione.

La Giunta, come abbiamo rilevato nei giorni precedenti, ha forzato la mano, facendo approvare il Piano prima di questo importante atto. La scelta sarebbe stata suggerita da Guido Signorino, per ragioni di opportunità politica: il Consuntivo, infatti, raccoglierebbe al momento ben pochi consensi nell’aula consiliare; perfino il Collegio dei Revisori dei Conti ha espresso su di esso un parere negativo, evidenziando quella deficitarietà strutturale dell’ente che avrebbe inficiato l’autorevolezza del Piano.

accorinti-assessoriTale giudizio è maturato sulla scia delle spese del personale delle partecipate, una voce non registrata da Palazzo Zanca. L’Amministrazione deve quindi procedere nel segno dei rilievi sollevati dall’organo di controllo, tenendo peraltro in debita considerazione le perplessità dei Consiglieri, già sul piede di guerra per i debiti fuori bilancio segnalati mesi fa senza apparente riscontro.

Se il Consuntivo dovesse passare, ammettendo un disco verde dalla Corte dei Conti e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Messina diverrebbe a quel punto una città “in stato di libertà vigilata” sino al 2024: l’autonomia economica del Comune sarebbe garantita, ma monitorata semestralmente proprio per verificare il rispetto degli impegni contratti alle 23.59 del 2 Settembre.

Qualora l’atto non fosse approvato, si aprirebbe un’enorme falla nel disegno dell’Amministrazione e si rischierebbe un default tecnico stante il mancato adempimento dei parametri normativi previsti per la procedura di riequilibrio.

accorinti 10Veniamo così all’elemento politico di questa vicenda, perché se il suddetto Piano è passato con un’ampia maggioranza, una fine ben diversa potrebbe toccare al Consuntivo. Il primo elencava gli obblighi previsti dall’Amministrazione per i prossimi due lustri, il secondo richiede una condivisione politica sulla gestione dell’esercizio finanziario da parte dei gruppi consiliari. Un atto estremamente significativo e solenne che procura diversi mal di pancia ai critici accorintiani. Per queste ragioni diversi esponenti affermano, a poche ore dalla sessione consiliare, di non volerne sapere, di non essere disposti ad approvare obtorto collo un atto ritenuto da più parti lacunoso ed incompleto.