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Messina, l’acqua dell’Alcantara potrebbe non bastare. L’emergenza idrica rischia di diventare un problema esplosivo

carenza d'acquaL’emergenza idrica non s’arresta e il bacino dell’Alcantara, considerato fino a ieri una riserva sicura, potrebbe non bastare. L’offerta di Fiumefreddo è ai minimi termini: in alcune zone di Messina l’erogazione dell’acqua viene sospesa dall’Amam già alle 13.00, con buona pace delle rimostranze dell’utenza. L’Amministrazione comunale aveva cercato di placare gli animi della cittadinanza attraverso una serie di considerazioni: l’acqua c’è e basta volgere lo sguardo all’Alcantara, avevano detto Accorinti e Ialacqua all’unisono, ma ha un prezzo proibitivo poiché la multinazionale Veolia – che ne detiene il possesso – applica un tariffario troppo elevato. Per questo motivo la strategia della Giunta era chiara: agire presso la Regione affinché il governatore si facesse promotore di un contenzioso col colosso francese, strappando condizioni migliori per la realtà cittadina.

Dall’Azienda Meridionale Acque Messina è arrivata, però, la proverbiale doccia fredda: ammettendo per un solo mantineo, accorinti, ialacqua, signorinoistante che Crocetta riesca a condurre a più miti consigli il management di Veolia, impresa tutt’altro che facile considerato l’atteggiamento poco conciliante dell’azienda, il problema resta: dall’Alcantara, infatti, fra il 2000 ed il 2002 arrivarono in città circa 110 litri d’acqua al secondo, a dispetto delle esigenze messinesi che si aggirano sui 1200 litri.

Ora, non risulta che la rete di distribuzione nel corso degli ultimi dodici anni abbia vissuto nuovi fasti. Pertanto, sommando i 110 litri previsti ai 600 di Fiumefreddo, arriviamo comunque a 710 litri, una soglia troppo bassa. Tale cifra potrebbe essere rivista verso l’alto considerando la disponibilità dei pozzi cittadini e della Santissima, ma mancherebbero comunque 250 litri al fabbisogno dell’utenza.

Ciò che spaventa di più l’Amministrazione è che, in questo momento, non è possibile fare previsioni su quando terminerà l’emergenza. I tecnici indicano genericamente il mese di Ottobre, ma una simile proiezione è tanto incoraggiante quanto aleatoria, basata – cioè –su elementi inconsistenti e su considerazioni momentanee. Il dato di fondo è che non si hanno certezze sulla tempistica: Messina patisce l’arsura e l’emergenza idrica rischia di diventare un problema potenzialmente esplosivo.