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Messina, dieci appuntamenti per rilanciare il teatro: la rassegna di QAProduzioni

Auretta Sterrantino e Vincenzo QuadarellaAncora spettacoli, nuova drammaturgia e non solo, per QuasiAnonimaProduzioni, la società di produzione fondata da Auretta Sterrantino, drammaturga e regista messinese, e da Vincenzo Quadarella, sound designer, musicista, compositore di musiche per il teatro e scrittore siracusano. QA prosegue sulla strada intrapresa lo scorso anno e rilancia la sua offerta culturale al servizio della città, presentando al pubblico la seconda edizione di “Atto Unico. Scene di Vita, Vite di Scena”.

Dieci spettacoli domenicali, otto prime nazionali, una prima regionale e una prima cittadina per un cartellone ancora una volta interamente autoprodotto, in scena dal 9 novembre al 22 marzo, ma con orario e location che si sdoppiano rispetto alla scorsa edizione, per andare incontro alle richieste del pubblico. Ciascuno spettacolo, infatti, avrà una doppia replica, una pomeridiana (ore 18.00) e una serale (ore 21.00), mentre anche i palcoscenici che ospiteranno la rassegna saranno due: il Teatro Annibale Maria di Francia e la Chiesa di Santa Maria Alemanna.

Unico, invece, e in ideale continuità con quanto emerso nella prima, applauditissima edizione, il filo conduttore della rassegna, come spiega il direttore artistico Auretta Sterrantino: “Questa seconda edizione di Atto Unico mette insieme le forze dell’eccellenza messinese e artisti emergenti del panorama italiano, in un’offerta variegata ma tuttavia coerente e in linea di continuità con la scorsa edizione. Tornano infatti testi di nuova drammaturgia e omaggi a grandi intellettuali del panorama letterario e teatrale, regie forti, capaci di lasciare il segno, nel bene e nel male. Dieci spettacoli che, partendo dalla riflessione su finzione e realtà e sul senso del disagio emerso con forza dalle pièces della scorsa stagione, si rivelano accomunati ancora una volta da una forte spinta alla ricerca di un senso più profondo dell’esistenza e della realtà. Una ricerca – aggiunge – che si configura ora come denuncia, ora come fotografia di spaccati di vita possibili, ora come viaggio verso orizzonti inesplorati che spingono dentro l’io e ancora oltre le colonne d’Ercole”.

Il cartellone, come già accaduto l’anno scorso, sarà presentato in un vero e proprio happening, una festa, in programma giovedì 23 ottobre dalle ore 18.30 alla Chiesa di Santa Maria Alemanna, durante la quale si presenteranno, tra stralci, interviste e sorprese, tutti gli artisti coinvolti.

La rassegna, invece, si aprirà il 9 novembre al Teatro Annibale Maria di Francia con “Asini Tutti” (QuasiAnonimaProduzioni, da un’idea di Vincenzo Quadarella con Filippo La Marca a pianoforte e tastiere, Daniele Testa a viola e violino, Vincenzo Quadarella, cantante e voce narrante, Loredana Bruno e Oreste De Pasquale, voci recitanti), spettacolo che si incastra nella tradizione del teatro-canzone, di cui Gaber è stato maestro, per proporre una passeggiata ideale nel solco nel Novecento, tra racconto, testimonianze e brani dei più grandi cantautori italiani, inframezzati da pezzi originali.

Il 23 novembre ci si sposta nella Chiesa di Santa Maria Alemanna per “Ratpus” (di Massimo Maugeri, riduzione, adattamento teatrale e regia di Manuel Giliberti, musiche originali Antonio Di Pofi, costumi di Lidia Agricola, con Carmelinda Gentile), un monologo che, in un intenso crescendo, conduce a un imprevisto epilogo finale, un riscatto senza gloria per una donna improvvisamente sola e povera, posta di fronte a scelte obbligate, difficili, non sempre condivisibili.

Si torna al Teatro Annibale il 7 dicembre per “Erebo. Il lungo addio” (QuasiAnonimaProduzioni, regia e drammaturgia Auretta Sterrantino, musiche dal vivo Filippo La Marca e Daniele Testa, con Livio Bisignano, Loredana Bruno, Alessio Bonaffini, Oreste De Pasquale, Giada Vadalà, coreografie danzate Sarah Lanza, canto Adriana Bonaccorso) una rivisitazione del modello classico di tragedia, tra testi di autori antichi e moderni che convivono con brani originali.

Il 21 dicembre si interrompe il filo della drammaturgia con un inserto squisitamente musicale nella Chiesa di Santa Maria dell’Alemanna: “Fabio Cinti in concerto. Tutto t’orna” (Mescal). Una rilettura cameristica di brani arrangiati per pianoforte, quartetto d’archi e chitarra, scelti dai tre album del cantautore di nuova generazione Fabio Cinti, per il quale hanno scritto Franco Battiato e Pasquale Panella, e che ha collaborato con Morgan e Paolo Benvegnù.

Il 25 gennaio, sempre nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, l’attesissimo ritorno sulla scena cittadina del drammaturgo, attore e regista Tino Caspanello, che da Pagliara, in provincia di Messina, ha conquistato la Francia, dove i suoi testi per il teatro vengono tradotti e pubblicati, nonché rappresentati nei più importanti palcoscenici di nuova drammaturgia, già da anni. Per Atto Unico proporrà uno spettacolo che non ha mai portato in scena a Messina: “Sira” (Teatro Pubblico Incanto, drammaturgia Tino Caspanello, regia Cinzia Muscolino, con Tino Caspanello e Tino Calabrò), uno studio sull’uomo e le sue reazioni al dolore che mette a confronto due generazioni, due uomini diversi, entrambi contemporaneamente vittima e carnefice.

L’I febbraio la nuova drammaturgia cede il passo a un inedito concerto-spettacolo. Al Teatro Annibale Maria di Francia va in scena “Controluce. I suoni dell’ombra” (QuasiAnonimaProduzioni, Luna Obliqua ed EsosTheatre, regia di Sasà Neri, con La Casa delle candele di carta, Filippo La Marca al pianoforte, Umberto Ferro alla chitarra, Daniele Testa a viola e violino, Vincenzo Quadarella cantante, e con gli Esoscheletri), la presentazione di un concept album attraverso uno spettacolo che fonde canzone, musica dal vivo e performance teatrale, secondo il format degli Esoscheletri, con un cast di oltre 20 persone. Un dialogo tra luci e ombre tutto imperniato sul mito e sul suo ribaltamento.

Il 15 febbraio alla Chiesa di Santa Maria Alemanna toccherà a “Il dubbio. Qui. Intorno.” (Il Castello Di Sancio Panza, da Samuel Beckett, regia Roberto Bonaventura, musiche originali Fabio Cinti, con Donatella Bartoli e Alessio Bonaffini), uno studio su Samuel Beckett, con i suoi personaggi surreali e il dubbio che tutto ci appartenga, ma che tutto intorno sia vuoto.

L’I marzo, ancora a Santa Maria Alemanna, “Volevo essere brava!” (Efremrock, liberamente tratto da “Il Corpo giusto di Eve Ensler”, regia Paride Acacia, movimenti coreografici Sarah Lanza, con Gabriella Cacia, Laura Giannone, Elvira Ghirlanda, Rita Lauro, Anna Musicò, Francesca Gambino, Giovanni Verdelli), una pièce che punta il mirino, con schiacciante ironia, sul corpo delle donne, analizzato alla luce della cultura capitalista ormai globalizzata, fatta di diete, bisturi, botulino, e ritocchi invasivi.

Il 15 marzo la stessa location ospiterà un omaggio a un grande scrittore del Novecento, a 30 anni dalla sua scomparsa: “La città invisibile. Omaggio a Italo Calvino” (Compagnia DAF – Teatro dell’esatta Fantasia, regia e drammaturgia Angelo Campolo, con Angelo Campolo e Luca Fiorino), un viaggio fantastico-allegorico puntellato di personaggi “mitici” incastonati in scenari impossibili, senza perdere mai il contatto con i problemi assai concreti del nostro vivere quotidiano.

Il 22 marzo Atto Unico saluterà il pubblico al Teatro Annibale Maria di Francia con “Adolphe. The importance of being…” (QuasiAnonimaProduzioni, liberamente tratto da “Le prénom” di Delaporte e de la Patellière. regia e drammaturgia Auretta Sterrantino, musiche originali Filippo La Marca, con Loredana Bruno, Alessio Bonaffini, Oreste De Pasquale, Giada Vadalà).

Dieci appuntamenti per incontrarsi e scambiarsi un punto di vista. Dieci appuntamenti. Nuovamente a teatro. Nuovamente a Messina.