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Messina, la Cisl non fa sconti: sui servizi sociali l’Amministrazione non sa come affrontare il problema

Tonino GenoveseIl teatrino dei Servizi sociali. Per la Cisl la vicenda vissuta negli ultimi giorni non è altro che un teatrino che “riporta tutto indietro”. La proroga, per il sindacato di viale Europa, non fa altro che rinviare il nodo della questione, non affrontandolo e lasciando i servizi di fatto bloccati e i lavoratori appesi a un filo, senza certezze e senza stipendi.

È necessario –afferma Tonino Genovese, segretario generale della Cisl Messina – un riordino complessivo dell’offerta dei servizi sociali alla comunità utilizzando tutte le risorse, integrandole tra loro, non sovrapponendole e mirando ai bisogni reali della città e dell’utenza. È arrivato il momento di dire basta. Lo chiediamo da un anno, da quando abbiamo presentato il dossier (in allegato, ndr) che ha fotografato lo stato dei servizi sociali in città”.

Un dossier presentato all’amministrazione comunale e consegnato in due diverse occasioni (audizione e confronto) alla Commissione consiliare che si occupa di servizi sociali. L’Amministrazione, quindi, si era impegnata a dare una proroga per consentire di rivedere tutta l’offerta e la strutturazione dei servizi sociali di pertinenza del Comune.

Ad oggi – continua Genovese – è evidente l’incapacità o la non volontà dell’Amministrazione ad affrontare definitivamente il problema. Cominciando dai lavoratori, che devono essere riqualificati e applicati dove servono, non dove servono ad eventuali interessi”.

IMG_0147La Cisl evidenzia come il Dipartimento Servizi Sociali del Comune di Messina non riesca a far fronte alle richieste d’intervento provenienti dalla cittadinanza.

I servizi sociali finanziati dovrebbero garantire un valido lavoro di aiuto, divenendo punto di riferimento per i cittadini –prosegue il segretario generale della Cisl Messina – i nuovi bandi sono stati il banco di prova del processo involutivo in cui sono incappati i servizi sociali del Comune di Messina. Solo da noi si ha la capacità di parlare di ‘elementi innovativi’ quando, invece, abbiamo assistito al trionfo del triste tuffo nel passato. Qualunque servizio sociale non può essere uguale a se stesso per 26 anni”.

La Cisl ribadisce pertanto le sue proposte, già esplicitate nel febbraio scorso. Per il sindacato è necessario dare vita ad una nuova piattaforma per la ridefinizione dei servizi sociali con l’obiettivo di garantire sia il principio del buon andamento della Pubblica Amministrazione  che i processi di aggregazione e lotta alla marginalità sociale. È necessaria un’inversione di tendenza che porti a una radicale riorganizzazione dei servizi erogati dal Comune, attraverso anche la riorganizzazione delle strutture amministrative dell’Ente.

Bisogna avviare tavoli di concertazione per rilevare il bisogno sul territorio, concertare i servizi locali territoriali e monitorare le attività rese e favorire la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati che insistono sul territorio per arrivare alla creazione di un nuovo sistema di gestione del Welfare che trovi nella sua comunità la propria ragione d’essere: il Welfare Community”.

Avvicinando i servizi al territorio anche con l’istituzione all’interno delle circoscrizioni, di un Gruppo Operativo di Zona, ossia un tavolo tecnico composto da rappresentanti di agenzie educative, dagli Enti pubblici, da associazioni, cooperative, sindacati che lavorano sul territorio ma anche da semplici cittadini che diventano, per la prima volta, attori e non spettatori di un processo di cambiamento.

Messina – conclude, quindi, Genovese – è una città che ha un elevatissimo tasso di disoccupazione. I servizi sociali come possono non tenerne conto? Piuttosto che finanziare due volte i medesimi servizi, con legge 328 e fondi comunali, perché non si stabilisce una vera priorità con sostegni al reddito o in altri modi che potrebbero essere utili per i cittadini?”.

AllegatoDOSSIER CISL SERVIZI SOCIALI MESSINA