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Messina, aria tesa per 300 precari comunali, il CSA interviene sul tema dei salari accessori

CSA_COORDINAMENTO SINDACALE AUTONOMO_firmatario di CCNL_enti localiIl Coordinamento Sindacale Autonomo, interviene, con la nota seguente, in merito al personale precario di Palazzo Zanca, con particolare riferimento all’impossibilità di liquidare il salario accessorio, resa nota sul sito istituzionale.

Personale precario. Questa O.S. prendendo atto della comunicazione pubblicata sul sito istituzionale del comune attinente l’impossibilità giuridica di liquidare il salario accessorio residuo al personale con contratto a termine, non può esimersi dal porre in essere alcune semplici considerazioni:

• Perché annunciare, che si sta cercando una soluzione, che però è collegata a futuri eventuali provvedimenti non di competenza del Comune? Perchè comunicare che verrà profuso enorme impegno affinchè il governo modifichi le norme che impediscono l’incremento di risorse per il personale con contratto t.d. ?

• Dopo questi proclami, chi scrive si domanda, perché tra i tanti studi per porre in essere proposte abrogative o modificative di legge, non si è attenzionata una norma vigente, da poco entrata in vigore con la legge di conversione del DL 90, ovvero la L. 114/14, che all’art. 3, comma 9 lettera b prevede: al comma 28, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: “I limiti di cui al primo e al secondo periodo non si applicano, anche con riferimento ai lavori socialmente utili, ai lavori di pubblica utilità e ai cantieri di lavoro, nel caso in cui il costo del personale sia coperto da finanziamenti specifici aggiuntivi” (quindi qualunque fondo anche comunale, cosicché si potrebbe porre in essere l’integrazione oraria o implementare le risorse spendibili per i lavoratori. Inoltre su questa tesi i revisori non si sono pronunciati, quindi perché non valutarla?) o da fondi dell’Unione europea; nell’ipotesi di cofinanziamento, i limiti medesimi non si applicano con riferimento alla sola quota finanziata da altri soggetti”.

• Non si capisce, altresì, in termini di diritto, come si possa annunciare che non si può procedere al pagamento di somme per prestazioni effettuate, quantificate ed accertate, che qualificano il credito vantato dai dipendenti, come certo liquido ed esigibile, conseguentemente, come è costume di questa O.S. verranno messi a disposizione dei dipendenti, gratuitamente, i propri legali per l’emissione di decreti ingiuntivi, cui sicuramente l’Amministrazione non si opporrà, visto il proclamato desiderio di risolvere il problema del pagamento delle spettanze ai dipendenti. O invece, darà incarico a numerosi legali, per opporsi al sacrosanto diritto dei lavoratori a ricevere “la paga” per il lavoro effettuato, aumentando così il “vertiginoso” buco delle spese per incarichi legali dell’Ente?; Dopo queste breve considerazioni, si reputa opportuno chiedere formalmente all’amministrazione, di procedere alla convocazione del tavolo di contrattazione, non solo al fine di valutare, quanto superiormente esposto, ma anche per la nuova regolamentazione normativa, che dovrà prevedere regole certe, in special modo la liquidazione mensile di quelle spettanze, che il ccnl specifica essere salario di organizzazione. E’ vergognoso, che i dipendenti(tutti) aspettino anni, per la liquidazione di somme che potrebbero essere erogate mensilmente. Si spera, che nella riunione di giorno 24 c.m.( programmazione del piano triennale del fabbisogno in cui è inserita la stabilizzazione, e si spera anche la progressione in carriera degli interni come richiesto dal CSA Regioni Autonomie Locali), il comportamento dell’Amministrazione, sia tale da rasserenare gli animi, dando certezze, non speranze…se ciò non avverrà, non ci sarà bisogno che venga proclamato dalle OO.SS. alcuno stato di agitazione, esso nascerà spontaneo, provocato dalla disperazione dei dipendenti, alcuni ormai nonni, stanchi di continui rinvii….