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Flai Cgil Rc-Locri e Fai Cisl Rc: proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori “acquaioli”

cgil cislLe Organizzazioni Sindacali di categoria FLAI-CGIL del Comprensorio RC-Locri e FAI-CISL di Reggio Calabria proclamano lo stato di agitazione con preavviso di iniziative di lotta dei lavoratori “acquaioli” del servizio irriguo del Consorzio di Bonifica Alto Jonio Reggino. Lo scrivono per la FLAI-CGIL e per la FAI-CISL Domenico Mandarano e Romolo Piscioneri.

“Il Consorzio di Bonifica, nel periodo maggio-ottobre di ogni anno, fornisce tramite l’assunzione e l’utilizzo dei lavoratori stagionali, cosiddetti “acquaioli,” l’acqua necessaria per l’irrigazione dei terreni agli agricoltori della Locride.
Questo servizio, attraverso la laboriosa opera dei lavoratori, è di fondamentale importanza per favorire l’agricoltura locale e tenere puliti, da eventuali incendi, i terreni.

Nel corso degli ultimi anni, per evidente responsabilità degli Amministratori del Consorzio di Bonifica, il “servizio irriguo” non solo non è stato migliorato sotto l’aspetto della funzionalità delle condotte per evitare spreco di acqua, ma addirittura i ruoli per il pagamento del canone dell’acqua, da parte degli agricoltori che usufruiscono di questo importante servizio, risultano emessi con notevole ritardo e mai aggiornati, tanto che – su ammissione degli stessi dirigenti consortili – solo il 50% degli agricoltori paga il canone dovuto.

Le Organizzazioni Sindacali e gli stessi lavoratori sollecitano gli amministratori del Consorzio di Bonifica ad intervenire in modo deciso per il recupero dei ruoli non pagati.
Questo mancato introito determina, ogni anno, una perdita di entrate che – inevitabilmente – crea una situazione di difficoltà economica. Inoltre, paradossalmente, nelle previsioni di bilancio, specificatamente al “ servizio irriguo”, viene indicata la copertura sia per la manutenzione del servizio sia per l’assunzione e il pagamento dei salari dei lavoratori “acquaioli”: liquidità – necessaria per garantire quanto previsto – che, in realtà, non c’è. Al contrario, una gestione del servizio oculata e seriamente programmata può rendere questo servizio migliore e di qualità, usufruibile da parte di tutti gli agricoltori, con l’obiettivo di raggiungere l’autonomia economica. 

Le scriventi Organizzazioni Sindacali e i lavoratori ritengono questa situazione inaccettabile. Infatti, puntualmente e ogni anno – per responsabilità politica e forse per incapacità dei suoi stessi dirigenti – il mancato introito del canone viene scaricato sulle spalle dei lavoratori, creando nei fatti questa situazione. Situazione che ha determinato una riduzione del numero dei lavoratori assunti e delle giornate di lavoro.

Anche per l’anno in corso, si sta verificando la medisima situazione, nonostante la stipula da parte dei massimi Dirigenti del Consorzio di Bonifica Alto Jonio Reggino di un verbale di accordo sindacale (datato 9 settembre 2014) nel quale veniva sottoscritto: l’esigenza di continuare il servizio irriguo; di verificare l’emissione e la riscossione dei ruoli del pagamento del canone acqua per l’anno in corso e per gli anni precedenti da parte degli agricoltori; nonché la garanzia a tutti i lavoratori assunti con il raggiungimento delle 120 giornate lavorative.

Nonostante l’impegno assunto, l’amministrazione dei Consorzi di Bonifica ha comunicato che non intende rispettare quanto sottoscritto, giustificando tale decisione, con la carenza delle risorse economiche necessarie.
Questa decisione crea tra i lavoratori disagio e tensione, alimentata anche dal mancato pagamento dei salari arretrati di Giugno, Luglio, Agosto e a breve, anche di Settembre.

Pertanto, le scriventi OO.SS. proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori, chiedendo allo stesso tempo un incontro sia all’Assessore Regionale all’Agricoltura sia al Prefetto di Reggio Calabria.
Salvo immediati riscontri, si provvederà alle successive forme di lotta da concordare con la categoria di lavoratori interessati”.