Venetico (ME), la minoranza: “Un sindaco che non paga le tasse. Ecco le prove”

opuscolo 4Nei giorni scorsi il gruppo “Insieme per Venetico”, composto dai consiglieri Anastasi Pietro, Bottaro Maria Rosaria, Giordano Salvatore, Squadrito Domenico ha distribuito nelle cassette della posta dei venetichesi questo opuscolo:

PER NON SAPER LEGGERE, NE’ SCRIVERE…

Come anticipato nel nostro ultimo manifesto di Ferragosto, stiamo recapitando a casa di tutti i nostri Concittadini la documentazione più significativa consegnataci dagli uffici comunali relativamente ai debiti del Sig. Rizzo Francesco nei confronti del Comune di Venetico.

Per la verità non possiamo nemmeno nascondere il nostro stupore per le dichiarazioni rese dal primo Cittadino ad una locale cronista della Gazzetta del Sud.

Certamente, non ci aspettavamo di ricevere fiori, né regali per Natale; ci attendevamo ciò che ogni buon Primo Cittadino avrebbe dovuto fare in una simile occasione, ovvero fornire spiegazioni al Paese e chiedergli scusa, se necessario, ripromettendosi di rendere trasparente la propria situazione fiscale.

E invece no: il Sindaco minaccia di querelarci, sostenendo di essere creditore (e non debitore) del Comune.

Noi avevamo rivolto una precisa istanza ai Funzionari, chiedendo di sapere e di documentare se il sig. Rizzo Francesco avesse debiti esigibili nei confronti del Comune di Venetico.

Evidentemente non abbiamo saputo leggere i documenti che quei Funzionari del Comune di Venetico ci hanno dato in copia e che rimettiamo all’attenzione di tutti i Cittadini, ma ci pareva che queste “carte” dicessero inequivocabilmente che Rizzo è debitore nei confronti del Comune e non il contrario; ci pareva, addirittura, che Rizzo, consapevole dei propri debiti, ne avesse chiesto la rateizzazione, ci pareva che Rizzo avesse subìto ingiunzioni di pagamento, ci pareva che Rizzo fosse addirittura moroso per il pagamento dei canoni dell’acqua, ci pareva che Rizzo fosse moroso per il pagamento dell’ICI, ed il tutto per una cifra complessiva ben superiore a 25 mila euro; ci pareva che fossero in corso le notifiche di atti di accertamento per annualità più recenti (dal 2010 in poi) e che quindi il suo debito fosse destinato a salire.

Evidentemente non abbiamo saputo leggere le “carte”, non abbiamo saputo individuare quel presunto credito che il Sig. Rizzo Francesco ritiene di avere nei confronti del Comune, ma confidiamo che i nostri Concittadini sapranno leggere e giudicare meglio di noi i documenti che ci permettiamo di allegare al presente volantino. 

Certo, pur non sapendo leggere né, evidentemente, scrivere (dato che Rizzo intende querelarci), abbiamo una modestissima personale esperienza di onesti contribuenti, e sappiamo bene che, quando si riceve una cartella esattoriale o un’ingiunzione di pagamento o un avviso di accertamento, ci sono precisi termini di legge per opporsi alla pretesa eventualmente illegittima dell’Erario, sia esso statale o comunale, e che, una volta trascorsi quei termini, occorre pagare senza remissione di peccati.

Sappiamo pure che, se un Cittadino ritiene di avere pagato più del dovuto o per errore e quindi di essere lui creditore dello Stato, della Regione o del Comune, deve fare istanza di rimborso e, nel caso in cui questa non venga accolta, rivolgersi ad un Giudice della Repubblica.

Sappiamo insomma che non possiamo compensare il presunto “credito” finché questo esiste solo nella nostra testa e non sia stato accettato dal nostro creditore o dimostrato davanti ad un Giudice.

Al comune Cittadino non basta affermare “ho pagato di più” per smettere di pagare le tasse; lo deve dimostrare nei modi e nei termini previsti dalla Legge. Ma forse esiste una Legge speciale per i Sindaci, che noi non conosciamo? Forse un Sindaco è più capace, rispetto ai comuni mortali, di far cambiare idea agli Uffici comunali, di bloccare l’esattoria, di scoraggiare l’esecuzione di ingiunzioni divenute definitive?

Che cosa succederebbe se tutti i Cittadini smettessero di pagare le tasse, sostenendo di essere creditori del Comune?

Rizzo afferma di avere contestato le pretese del Comune e di avere chiesto la restituzione di somme che ritiene di avere pagato in più: perché, nella documentazione che ci hanno consegnato, non c’è traccia di tutto ciò? Tali richieste sono state esaminate dagli Uffici? Sono state accolte o rigettate? Sono state mai portate davanti ad un Giudice?

Non è che, per caso, la richiesta di restituzione, che Rizzo afferma essere “agli atti”, è arrivata dopo che abbiamo segnalato la situazione di incompatibilità del nostro Sindaco al Prefetto, alla Regione ed alla Procura della Repubblica?

Ed ancora, il Sindaco vorrebbe fare credere ai nostri Concittadini di essere un perseguitato politico, affermando che da oltre vent’anni i consiglieri di opposizione lo accusano sempre delle stesse cose.

“Ma ci faccia il piacere”, avrebbe detto il compianto Totò. Evidentemente la nostra memoria è corta, ma noi ricordiamo che l’unica volta in cui al Sig. Rizzo Francesco è stata mossa (dalla maggioranza!) una contestazione di incompatibilità fu quando lui era consigliere di opposizione, circa quattro anni addietro: in quel caso pagò senza fare storie, ma allora non era Sindaco di Venetico!

Per farla breve, se il Sig. Rizzo ha ragione e tutti noi, compreso lo stesso Comune di Venetico, abbiamo torto, ci sarà sempre un Giudice della Repubblica pronto a tutelare i suoi diritti; l’importante è che si passi attraverso un Giudice e non attraverso improvvise marce indietro degli Uffici comunali, poiché il Sig. Rizzo, per l’Erario, è e deve essere un semplice Cittadino.

D’altronde, il Sig. Rizzo Francesco, da Sindaco, non si è posto nessuno scrupolo nell’incaricare e nel pagare avvocati per tartassare con azioni giudiziarie e pignoramenti i Cittadini morosi di poche centinaia di euro di acqua: quei Cittadini, forse, ritenevano anch’essi di essere nel giusto e magari hanno anch’essi chiesto sgravi, riduzioni, annullamenti.

Quei Cittadini, però, non hanno avuto la possibilità di rifiutare la firma su di una proposta di delibera di Consiglio comunale sol perché l’abbassamento del valore degli immobili non era retroattivo e quindi non consentiva loro un “risparmio” fiscale per il passato!

Quei Cittadini, forse, non hanno neppure avuto il beneficio di una rateizzazione, né hanno avuto la possibilità di pagare solo le sanzioni di un tributo o di un onere per bloccare l’esecuzione di un provvedimento definitivo. Il Sig. Rizzo forse si? Non sapendo leggere né scrivere affidiamo la risposta ad un’attenta lettura delle “carte”. 

Lo stesso Rizzo Francesco, da Sindaco, pubblicava il manifesto “2013 l’anno delle tasse” ed invitava i Cittadini a fare sforzi per far quadrare i conti del Comune, ma aumentava l’IMU sulla prima casa e la diminuiva per gli immobili appartenenti alle imprese edili e ciò con l’approvazione della proposta in consiglio comunale con i voti favorevoli dei soli consiglieri di maggioranza. 

Inoltre, un ulteriore aumento delle tasse comunali (IUC) è stato approvato nell’ultimo Consiglio Comunale del 18 Agosto. I Consiglieri Basile, Giusto, Giunta, Rundo, Midili, Romano, Spinella e D’Arrigo hanno approvato la proposta dell’Assessore Giusto che ha portato al massimo previsto dalla legge le aliquote IMU (I° CASA dal 6%0 al 6,8%0; – II° CASA e aree fabbricabili dal 10,6%0 all’11,40%0) e TASI al 2,5%0; oltre ad un piano Finanziario sui rifiuti da capogiro (circa mezzo milione di euro). 

Nel frattempo, il Sindaco Rizzo trovava il modo di sperperare il sudore dei Cittadini affidando la “vigilanza del verde pubblico” ad una cooperativa per la modica cifra di circa €2.500,00 ma di fatto NESSUNA VIGILANZA DI VERDE PUBBLICO: ha messo solo poche ore al giorno due ragazzi a presenziare l’incrocio tra la via Nauloco e la Via Sicilia che come tutti sanno è stato teatro di gravi incidenti con feriti.

Politica “vecchia”, da “prima repubblica”, a beneficio dei soliti “soggetti” che trovano il modo di cambiare pelle e vivacchiare sulle spalle della comunità, che si credono abili manovratori di “pirandelliani” personaggi in cerca di autore, che misteriosamente irrompono sulla scena sei mesi prima delle elezioni per scomparire subito dopo. 

Tornando al nostro pensiero, e per concluderlo, non leggiamo nella mente del Sindaco, ma solo nelle “carte”, e se la nostra lettura dovesse risultare corretta non potremmo essere benevoli con il Sig. Rizzo Francesco, immaginando a suo carico tutte le difficoltà che giustificano il comportamento del padre di famiglia che non arriva a fine mese: Rizzo è il Sindaco, percepisce una più che dignitosa indennità di carica che mensilmente incassa, dalle tasche dei Cittadini; Rizzo è pagato per amministrare e nell’amministrazione è compreso anche l’ingrato compito di far pagare le tasse a tutti, compreso se stesso, senza sconti!

Non possiamo giocare con le parole, i sotterfugi ed i cavilli, ma dobbiamo mettere le carte in tavola, altrimenti diamo un pessimo esempio ai nostri Giovani, al futuro del nostro Paese.

Ed è ai Giovani che vogliamo mandare un messaggio, a partire dai giovani eletti in Consiglio Comunale per finire con quelli che intendono approcciarsi alla politica: non permettete che Venetico continui ad essere amministrata come una squallida periferia, non mortificate i Vostri ideali con un’esperienza amministrativa a supporto di chi non merita di guidarci. Aiutateci a mandarlo casa e a non fare mai più eleggere incapaci autoreferenziati o sarete complici della rovina di questo Paese!

Venetico ha bisogno di correttezza, di limpidezza, ha bisogno dell’entusiasmo di chi vuole amministrare la cosa pubblica senza guardare agli interessi propri.

In fondo, come amava dire Benedetto Croce, “non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini; abbiamo solo bisogno di gente più onesta”. 

Gente onesta e capace, di questo ha bisogno Venetico, e di nient’altro.

Francesco Rizzo è un errore della politica, lo dimostrano i fatti, lo dimostra un Paese allo sbando, privo di sicurezza, di ordine pubblico, privo persino di logica, ormai diventato Babele.

P.S.: Sig. Rizzo, ci quereli pure, così, perlomeno, un Giudice della Repubblica sarà costretto ad occuparsi di questa vicenda; siccome, però, i tempi della Giustizia non sono brevi, ci farebbe cosa gradita se, nel frattempo, volesse illuminare noi poveri ignoranti in una pubblica piazza, indicendo un bel confronto davanti ai Cittadini, un breve ma intenso “comizio” con diritto di replica e controreplica. Quando vuole, Sig. Rizzo.

 

I Consiglieri: Anastasi Pietro, Bottaro Maria Rosaria, Giordano Salvatore, Squadrito Domenico.

Si allega una parte dei documenti a dimostrazione di quanto sopra riportato. Altri sono a disposizione di chi volesse consultarli.