Trasporti sullo Stretto: “Reggio e Messina sempre più lontane, urgono nuove soluzioni”

Stretto-di-MessinaIn questi giorni il dibattito intorno al sistema dei trasporti nello Stretto è particolarmente acceso in virtù dei fondi che il Governo centrale dovrebbe destinare per garantire la cosiddetta ‘continuità territoriale‘”. Lo afferma in una nota il responsabile del movimento “Cambiare Reggio Cambia”, Ex Presidente della IX circoscrizione (Gallico Sambatello), Domenico Idone.

Le soluzioni ventilate dalle parti interessate, evidenziano l’assenza di una vera cabina di regia capace di trovare soluzioni efficaci e coordinate. Lo scenario che ne viene fuori appare estremamente preoccupante: invece di favorire l’integrazione tra le due sponde, rischiano di allungare i tempi di percorrenza“.

“L’unico aspetto sul quale c’è una convergenza sostanzialmente unanime è l’idea di dirottare il traffico pesante su Tremestieri, possibilmente facendolo corrispondere, sulla sponda calabra, a un nuovo attracco molto più a sud di quelli esistenti”.

“Destano allarme, invece, le soluzioni ipotizzate per il traffico leggero e urbano: l’attracco di Messina, per motivi meramente ideologici, verrebbe spostato da Rada S. Francesco all’interno del porto vecchio, con un allungamento dei tempi di percorrenza di oltre 15’, mentre a Villa verrebbe confermato quello attuale, prolungando fino ad esso la stazione FS”.

rada san francesco 2“Un recente studio del LaborEst dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, invece, ha dimostrato la rilevanza strategica dell’approdo di Rada S. Francesco e la necessità di trasformare l’attuale stazione FS di Villa nel principale nodo logistico dello Stretto attraverso una serie di provvedimenti”.

“L’attracco dei traghetti, – continua ancora Idone – dovrebbe essere concentrato nelle attuali banchine FS (con opportuni accorgimenti per evitare interferenze), eliminando in tal modo il passaggio di tutti i mezzi dal centro cittadino, ottimizzando l’uso dell’attuale piazzale d’imbarco FS, una volta liberato dal traffico pesante, destinandolo in parte anche a terminal dei bus extraurbani: la stazione FS, quindi, andrebbe prolungata verso Sud, non verso Nord!”.

aeroporto dello stretto“Tra i tanti risultati raggiungibili da questa soluzione, ci sarebbe anche la possibilità di rendere finalmente l’aeroporto Tito Minniti davvero l’aeroporto dello Stretto: già oggi, infatti, un collegamento tramite bus, partendo dall’attracco di Rada S. Francesco potrebbe raggiungere l’aerostazione reggina in meno di 45 minuti e senza il disagio, per i passeggeri, di accollarsi i bagagli in faticosi cambi di mezzo. Questa soluzione potrebbe consentire al Tito Minniti di raggiungere la fatidica soglia del milione di passeggeri all’anno, necessaria per rientrare nel circuito degli aeroporti di rango metropolitano e diventare appetibile per le compagnie low cost”.

“Probabilmente questa soluzione non verrà mai praticata per un motivo banale: non comportando opere faraoniche e investimenti milionari non fa gola ai decisori pubblici, che evidentemente hanno ben altri obiettivi, basti pensare allo sperpero di denaro per realizzare l’inutile stazione ferroviaria a valle dell’aeroporto” prosegue Idone.

ATAM_Reggio_Calabria“Il momento che viviamo è davvero storico, le scelte operate in questi mesi condizioneranno l’assetto dell’intera Area dello Stretto per i decenni futuri: e intanto l’ATAM vive, com’è noto, uno dei momenti più travagliati dalla sua istituzione. Come spesso accade, però, ciò che appare come un problema può essere trasformato in un’opportunità. Occorre, necessariamente, procedere a una rifondazione dell’Azienda, quale momento migliore per rifondarla tenendo conto della prospettiva metropolitana? Non solo nel nome, ma anche nell’assetto societario e nel Piano Aziendale che certamente andrà redatto”.

“Sarebbe il momento giusto – continua Idone – per riunire tutti gli attori intorno ad un tavolo: l’ATAM, l’omologa azienda messinese, gli altri operatori del settore che offrono i collegamenti con il territorio contiguo alle due città, chi effettua servizi di trasporto marittimo e anche le Ferrovie, così si potrebbe dare vita all’Azienda Trasporti Integrati dello Stretto”.

Stretto_di_messina_satellite“Parlare di Città Metropolitana significa appunto questo: avere la capacità di immaginare anche un servizio integrato di trasporto pubblico, che rafforzi il sistema di relazioni territoriali, sia tra aree urbane e aree marginali, sia tra le due sponde dello Stretto, possibilmente istituendo il famoso biglietto unico di cui si parla da tempo”.

“Certo, occorre una classe politica in grado di guardare al futuro, capace di progettualità strategica e non occupata esclusivamente in beghe di cortile: ma questa è la sfida, rispetto alla quale potranno essere anche giudicati i futuri candidati ai vari organi amministrativi” conclude Idone.