Reggio, PdCI: “il cimitero degli elefanti”

città metropolitana reggio“In questi giorni abbiamo fatto un lungo giro attraversando la città da est ad ovest ed abbiamo avuto modo di constatare quanto la nostra città ha bisogno di aiuto; ha bisogno di un grande scarto di orgoglio e di una buona, anzi direi eccezionale guida politica amministrativa per uscire dalla situazione di degrado e di abbandono in cui si trova dopo 10 anni di malgoverno”. Lo affermano in una nota il Segretario Cittadino Ivan Tripodi e il Segretario Provinciale Lorenzo Fascì del PdCI.

“Siamo partiti da Arghillà: un paesaggio quasi simile a Beirut. Lunghi casermoni che ospitano centinaia di famiglie che spuntano come oggetti fuori luogo in una selva di erbacce, rovi, sporcizia, cumuli di immondizie, ruote, carcasse di automobili e di motorini, residui di spazzatura bruciata”.

“E’ dignitoso vivere ad Arghillà?
Ecco crediamo che usciti dalla fase Commissariale, in cima ai pensieri della nuova Amministrazione dovrebbe essere un RIURB (Piano di riqualificazione Urbana) che coinvolga Università e professioni ma che trasformi Arghillà in un quartiere gradevole da abitar”e.

reggio calabria lungomare“Ma il resto della città non stà meglio. Basta scendere a Catona per trovare l’ex area CIAPI, luogo dove per decenni si sono formati giovani elettricisti, meccanici, fontanieri, ebanisti, insomma artigiani, oggi è un cumulo di capannoni abbandonati, dove i rovi stanno superando in altezza i capannoni; eppure è una grande area che poteva essere destinata ad un progetto di sviluppo per Catona”.

“Per arrivare a Pentimele dove si erge il Palazzetto della Pallacanestro; maestoso ma piegato su se stesso come un gigante ferito. E’ chiuso da tempo e nessuno quasi si ricorda più che fino a pochi anni fa ha ospitato competizioni di altissimo livello sportivo. E così di seguito l’ex Fiera Agrumaria. Area destinata a mettere in mostra i prodotti della cultura mediterranea, i prodotti dei nostri artigiani. Anche qui un cumulo di lamiere arrugginite. Anche qui un gigante abbandonato, quasi dimenticato. Per la verità il centro reggino non stà meglio (vedi per tutte Piazza Italia)”.

reggio calabria“Ma proseguiamo per incontrare la nuova via Calamizzi, la prosecuzione (per ora ideale) della via Marina, quella arteria che secondo le intenzioni doveva collegare il centro a Pellaro. Pare quasi una grande e lunga ferita del territorio della zona sud della città; abbandonata a se stessa; anche qui il mare si stà riprendendo la spiaggia dove è allocato il letto della strada”.

“Ma la zona sud della città non stà meglio.
A Ravagnese sono rimasti a metà (da anni) la Palestra della scuola di Ravagnese, la strada di collegamento Ravagnese-Sant’Elia, la Palestra comunale di Sant’Elia; il Centro Sociale e la palestra di Arangea”. 

“Arriviamo a San Gregorio. L’area di sviluppo industriale della città.
E qui troviamo: l’area dei Mercati Generali che non si sa se è aperta o chiusa; comunque si tratta di una grande area che ancora aspetta di essere completata”.

“E così di seguito: il mattatoio (esistente solo sulla carta, il deposito ATAM, dove si vedono solo gli scheletri dei muri di cinta, il canile comunale, visibili solo alcuni muri perimetrali. Ed infine, ma certamente non ultimo in termini di importanza: l’Istituto di Profumeria che avrebbe dovuto sorgere nell’area ex Arenella e che avrebbe dovuto portare qui le scuole di profumeria e le industrie profumiere più importanti d’Europa; un crocevia delle sigle più famose di profumi, sul collante costituito dall’essenza di bergamotto”.

reggio calabria“Davvero sembra di percorrere un cimitero di elefanti!
Ecco questo è un piccolo e molto approssimativo quadro della città dopo 10 anni di malgoverno; un quadro di massima sul quale dovrà lavorare la nuova Amministrazione, ma anche in nuce un progetto di città; quella città che vorrebbero vivere tutti i reggini. Quella città alla quale vogliamo rivolgere il nostro impegno affinchè un sogno tarpato da tanti anni possa diventare realtà”
concludono Tripodi e Fascì.