Reggio, il candidato del centro/destra è Lucio Dattola: ok anche da Scopelliti

lucio dattolaSarà Lucio Dattola il candidato a Sindaco del centro/destra di Reggio Calabria: il Presidente della Camera di Commercio sfida quindi il giovanissimo Giuseppe Falcomatà, esponente del Partito Democratico. La candidatura di Dattola era stata proposta nei giorni scorsi da Forza Italia. Oggi in un’intervista alla Gazzetta del Sud, Scopelliti ha detto: “è un’ottima candidatura, rispettabile e autorevole. Forza Italia ha fatto la sua proposta. Che l’NCD condivide. Non c’è altro da aggiungere“. Finisce così il tormentone durato mesi sulla candidatura della coalizione di centro/destra. Dattola non viene fuori dal NCD e secondo alcune indiscrezioni non sarebbe stato il candidato ideale di Scopelliti e della sua “squadra”, ma  alla fine in mancanza di alternative si è preferito mantenere coesa la coalizione. Si voterà il 26 ottobre, tra meno di due mesi, e adesso può iniziare la campagna elettorale.
scopelliti granilloNell’intervista al collega Pino Toscano, Scopelliti s’è lasciato andare a 360°. Queste le sue parole: “Era già tutto scritto. Sono stato oggetto di una campagna di aggressione senza precedenti nella mia città. La mente e il braccio armato  sono qui. Non mi riferisco alla vicenda giudiziaria, quella è il culmine. C’era una cabina di regia composta da un reggino che tutti sanno chi è, e un altro personaggio di cui farò il nome quando verrà il momento“.

Scopelliti spiega i motivi di questa sorta di complotto ordito alle sue spalle: “io sono stato un uomo di rottura che non avendo particolari interessi da tutelare, ho sempre guardato al bene della collettività. In quel momento sono diventato un problema, perchè non ero ricattabile. L’ex capo della segreteria di Almirante qualche giorno fa a Roma mi ha detto: “tu eri invincibile. Io ti ho seguito in tutto il tuo percorso. 19 anni di continui successi. In politica sono tanti. E gli avversari politici non ti perdonano perchè si sentono frustrati”. Una chiave di lettura che mi ha fatto pensare. Prima ci hanno provato con il dissesto di bilancio che non c’era, poi hanno alzato il tiro. Perchè un politico va in procura a denunciare un altro politico? Se accade vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Il mio convincimento è che due persone hanno sacrificato la città in cambio della loro impunità. Io ho commesso errori, è umano quando si lavora tanto, ma non reato. Invito a riflettere su Reggio com’era quando c’ero io, e com’è oggi. La memoria si è improvvisamente indebolita e di quegli anni si tende a dare una falsa ricostruzione, ma sotto il mio governo Reggio ha vissuto momenti di grande centralità, anche nazionale. Tutti parlano di città metropolitana, dimenticando chi ne è stato l’artefice. Ora è facile appropriarsene ma allora in parlamento il Partito Democratico sostenne un emendamento che, se approvato, avrebbe cancellato la città metropolitana. Poi, dopo 40 anni, Reggio era diventata il centro della Calabria. Adesso i probabili candidati alla presidenza della Regione sono di nuovo catanzaresi e cosentini. E chissà quando avremo una nuova chance… Io rispetto le sitituzioni e, soprattutto, da uomo di destra, dopo la sentenza ho ritenuto di non dover restare nella condizione di sospeso. Per me le dimissioni erano un atto dovuto. Adesso mi sento sollevato. Avevo un carico eccessivo. Si era creata la convinzione che io fossi il responsabile unico di tutto. E questo rendeva le mie giornate assai faticose. Molto diverso da quando ero sindaco, quelli furono anni belli ed entusiasmanti. Reggio era una città viva, c’era fermento di opere. Oggi non veogno spesi 630 milioni di euro erogati dalla Regione per i depuratori, gli scarichi a mare, il progetto dell’intubata delle Ferrovie fino al Calopinace, opere sulla mobilità, scuole. Sono poche le risorse attivate proprio a causa della lentezza del Comune di oggi. Reggio con me e con Arena aveva un progetto, una speranza, una prospettiva. Il reggino oggi si è fermato perchè gli hanno consegnato il capro espiatorio. E da Reggio capitale del Mediterraneo siamo ripiombati a Reggio capitale di ‘ndrangheta. Il crimine mafioso c’era anche quando ero Sindaco io, ma nel Paese passava un messaggio positivo. Piano piano, stavamo costruendo qualcosa. Oggi si torna a dire che tutto è mafia, spezzando il sogno di una comunità“.