Reggio, è emergenza idrica. Il PDCI: “servono soluzioni a prescindere dalla Diga del Menta”

carenza d'acqua“Come capita ogni estate anche quest’anno i cittadini di Reggio (direi di buona parte delle periferie) si trovano a combattere con una cronica mancanza di acqua. A volte l’abitudine crea una percezione di normalità in ciò che normale non è. Così a Reggio la carenza idrica viene subita come inevitabile. Eppure siamo negli anni 2000. Si parla di globalizzazione e Reggio si appresta a diventare ‘Città Metropolitana’”. Lo affermano il segretario Cittadino, Ivan Tripodi e il Segretario Provinciale, Lorenzo Fascì.

“Quando è stata assunta la decisione di inserire Reggio tra le città metropolitane l’allora Sindaco ne fece occasione di enfasi; sembrava, a sentire lui e la sua maggioranza, che solo il fatto di essere diventata metropolitana avesse risolto i gravi, atavici problemi della città”.

“Ovviamente così non era e non è a tutt’oggi. Ci vuole ben altro”.

acqua“Ci vuole, a proposito di acqua – a nostro modo di vedere – un piano straordinario che attui una specie di rivoluzione copernicana nel sistema idrico reggino e, si badi, ciò deve avvenire a prescindere e senza aspettare l’arrivo delle acque provenienti dalla Diga del Menta che nei dieci anni del governo Scopelliti\Arena ha rappresentato solo un alibi per non affrontare il problema idrico”.

“Un piano che parta dalle risorse (invasi, pozzi, sorgive) per arrivare alle reti; cioè alla distribuzione”.

“Il nostro sistema è arretratissimo, fatto di tubazioni spesso vecchie, logore, arrugginite, tubi di mandata, tubi di ritorno; aggiunte create per fornire nuove zone urbanizzate, piene di buchi che provocano perdite di almeno un 20\25% dell’acqua che vi scorre”.

“Entrare in uno dei serbatoi cittadini – proseguono Tripodi e Fascì - significa scoprire un mondo fatto da una miriade di tubi di uscita laddove per orientarsi ci vuole un mago. Eppure la città per gestire questo complicatissimo sistema si serve di pochi tecnici e manovratori. I pochissimi tecnici d’estate sono sottoposti a ritmi, tensioni, ore di lavoro incredibili”.

Acqua“I manovratori – che pur svolgono un lavoro delicatissimo – vivono da anni una vita da matti. Prima assunti (con contratti provvisori) sono stati ribaltati alle dipendenze di una delle società esternalizzate ed oggi a distanza da oltre un decennio aspettano di sapere il loro destino sempre precario e remunerato male ed in maniera incostante”.

“Questo è lo stato dell’arte”.

“Ci vorrebbe un piano che creasse una rete monitorata; con un sistema informatizzato che consenta di individuare attraverso un computer istantaneamente le perdite; i deficit; che consenta di captare se ci sono allacci abusivi”.

“Invece nel corso degli ultimi 10 anni ci siamo inventati (leggasi Giunta Scopelliti) come panacea di tutti i mali il dissalatore creato per depurare l’acqua cittadina. Un mare di soldi per realizzarlo ma ingestibile per i costi elevatissimi. Cioè tanti soldi per niente”.

acqua-pubblica_fondo-magazine“Spesso sono stati usati, slogan come: “Reggio che cresce”; “15 circoscrizioni=15 città”, “Reggio nel cuore dell’Europa” (sono gli slogan usati dal Sindaco Scopelliti nelle sue campagne elettorali); frasi ad effetto che sono servite solo a nascondere la realtà drammatica di una città che invece di crescere, vive problemi atavici che, purtroppo, nel corso degli ultimi anni, si sono accresciuti anzicchè essere risolti. Si trova quindi ad affrontare una rincorsa quasi persa in partenza per raggiungere la qualità di vita media esistente nelle città europee in una condizione quasi da terzo mondo. Oggi con un’aggravante in più”.

“Non ci sono soldi; le casse del Comune sono vuote; si deve affrontare un piano straordinario per sanare i debiti lasciati dalle giunte Scopelliti\Arena che limiterà fortemente ogni buona intenzione e costringerà i cittadini ancora per anni a pagare le tasse comunali più elevate di ogni altra città d’Italia. Razionalmente sarebbe da dire: buona fortuna a chi sarà il prossimo Sindaco della città”.

“Ma noi che abbiamo a cuore questa città cercheremo di dare un contributo serio sapendo qual’è la realtà, conoscendo i problemi ma avendo chiari anche gli orizzonti e le cose da fare per migliorare la città e ci spenderemo in questo senso” concludono Tripodi e Fascì.