E’ morto don Gelmini, il prete anti-droga: commozione a Zervò

don gelminiE’ morto nella notte, all’eta’ di 89 anni, don Pierino Gelmini, fondatore della Comunita’ Incontro di Amelia, in provincia di Terni (Umbria). Malato da tempo “e’ stato assistito fino all’ultimo dai ragazzi che ha seguito per una vita”, ha fatto sapere Gianpaolo Nicolasi, uno dei suoi piu’ stretti collaboratori. Nato a Pozzuolo Martesana in provincia di Milano, il 19 gennaio 1925, fu ordinato prete nel 1949. Nel 1956 divenne parroco della chiesa di San Giuseppe a Bagno di Gavorrano (GR). Nel 1963 inizio’ un’attivita’ rivolta all’accoglienza di ragazzi indigenti, secondo sue dichiarazioni dopo aver incontrato a Roma un ragazzo di strada, Alfredo Nunzi, che gli chiese di prendersi cura di lui. Da viale Vaticano, nel 1969, si trasferi’ in una casa piu’ ampia, all’Infernetto, vicino a Casal Palocco (RM). Mise quindi progressivamente a punto uno stile di vita e delle regole che costituirono l’ossatura e un’iniziale struttura organizzativa della Comunita’ Incontro. Si passava, cosi’, dalla semplice attenzione al singolo all’elaborazione di un programma comunitario. Con l’apertura del Centro di Mulino Silla, il 27 settembre 1979, nasceva la prima realta’ che dara’ l’impronta a tutti i Centri successivi. Attualmente, sono circa 200 le comunita’ presenti in tutte le regioni d’Italia e all’estero. Amico di Silvio Berlusconi, che ha sempe ostentato i suoi legami con il prete anti-droga, politicamente vicino al centrodestra, nel marzo 2000 Don Gelmini partecipo’ anche alla presentazione del “manifesto” di Alleanza Nazionale. Il 3 agosto 2007 venne travolto dalle accuse di presunte violenze sessuali ai danni di giovani ospiti della sua comunita’. Il 29 febbraio 2008 il Papa ha accolto la richiesta dello stesso Gelmini di essere dimesso dallo stato clericale per meglio difendersi dall’accusa. Nel marzo 2008 la Procura di Terni ne ha chiesto il rinvio a giudizio e lui si e’ sempre dichiarato innocente. Dopo una lunga sospensione per gravi condizioni di salute, il 6 febbraio 2014 era ripreso il processo, nuovamente sospeso lo scorso primo luglio dopo che una perizia aveva stabilito che – date le sue condizioni di salute – don Gelmini non era in grado di partecipare coscientemente al processo a suo carico.

Risale al Ferragosto del 2012, l’ultima presenza di don Pierino Gelmini tra i ragazzi della comunita’ Incontro dei Piani di Zervo’, sull’Aspromonte. E oggi, dopo che nella notte si e’ diffusa la notizia della morte del “don” come lo chiamavano i suoi ragazzi, c’e’ un’aria di commozione e mestizia tra quanti vivono e operano nella struttura incastonata nel verde dell’Aspromonte che, dal 1996, ospita uno dei centri residenziali della comunita’ per il recupero di tossicodipendenti e dove don Gelmini era solito trascorrere il Ferragosto celebrando Messa. Nella struttura calabrese – che si trova tra i territori di Plati’, Scido, Santa Cristina e Oppido Mamertina, in uno di luoghi diventati tristemente famosi nel periodo dei sequestri di persona – sono stati accolti in quasi vent’anni centinaia di ospiti. Il momento di socializzazione piu’ importante e’ stato, per anni, la grande festa di Ferragosto con la presenza di migliaia di persone alle celebrazioni religiose nello scenario di quella che e’ stata definita la ”cattedrale del cielo”, una radura circondata da abeti secolari, e con, nel pomeriggio, il ritrovo nell’agora’ della comunita’ sotto la statua di San Benedetto patrono d’Europa. Aveva voluto essere presente, nonostante i problemi di salute, anche due anni addietro, don Pierino, per quello che sarebbe stato l’ultimo Ferragosto trascorso in Calabria. “Io non sto molto bene – aveva detto – ma ho voluto comunque essere qui. Non potevo non esserci per rinnovare questo tradizionale appuntamento dei ragazzi della comunita‘”. Apparso molto provato fisicamente, don Gelmini aveva invitato tutti a pregare “non per la mia salute ma per il futuro della comunita’ e per questo luogo che ormai e’ consacrato come luogo di preghiera e di redenzione per tantissimi giovani che lottano per uscire dal tunnel della droga“.