Messina: ospedale Piemonte, Gioveni ‘un punto di riferimento per la sanità cittadina e della provincia’

Libero GioveniSi è svolto oggi un importante incontro a Palazzo Zanca per discutere del futuro dell’ospedale Piemonte di Messina. Tra i presenti anche il consigliere comunale Libero Gioveni che è intervenuto con le seguenti dichiarazioni:

Sig. Presidente, La ringrazio intanto per aver dato seguito alla mia richiesta (poi rivoltaLe anche da altri gruppi consiliari) di convocare una seduta straordinaria aperta del Consiglio Comunale su un tema così importante e delicato come quello della paventata chiusura dell’Ospedale Piemonte!

I cittadini messinesi sono ormai abituati a vedersi “scippati” dalla politica e (ahimè dispiace dirlo) dai loro maggiori rappresentanti a Palermo e a Roma quanto di buono la storia (soprattutto quella del post-terremoto) aveva consegnato alla città (e non mi riferisco solo al settore della sanità); un lento e inesorabile declino, un inconcepibile e inaccettabile regresso socio-economico e infrastrutturale che alla fine non hanno fatto altro che colpire (e stanno ancora colpendo) l’anello debole della catena (i cittadini), quelli che, al contrario, dovrebbero godere invece dei risultati del lavoro svolto all’interno delle istituzioni.

 E se da un lato, per mere ragioni di “spending review”, alcuni diritti della cittadinanza possono in qualche modo essere sacrificati, dall’altro ce ne sono altri, invece, come il sacrosanto diritto alla salute, quindi alla VITA, che non possono affatto essere compromessi o strettamente vincolati agli spietati tagli di una scellerata politica regionale che, specie nel settore della sanità, sembra sempre più di “lombardiana” memoria!

L’Ospedale Piemonte (lo abbiamo detto in tutte le lingue) oltre che rappresentare un simbolo, un patrimonio della storia della nostra città, ha rappresentato e rappresenta un prezioso punto di riferimento per buona parte del territorio comunale e della provincia; la sua posizione strategica e perfettamente baricentrica offre la speranza della vita a chi la vita, in certi inaugurabili e tragici momenti, rischia di perderla… e questa speranza NESSUNO ha il diritto di sottrarla come se si trattasse di una qualsiasi leggera aspettativa!

LA VITA, cari colleghi, NON SI BARATTA CON NESSUNA FORMA DI PROFITTO!!!

Ho parlato di speranza perché (raccontando un’esperienza personalissima che mi ha segnato ma che voglio parteciparvi per sensibilizzarci ancor più al tema), persino io e la mia famiglia l’abbiamo persa nonostante la vicina presenza del Piemonte! L’abbiamo persa quando in una terribile notte di luglio di 2 anni fa il mio adorato papà perse improvvisamente la vita colpito da infarto non potendo bastare nemmeno i pochi secondi di tragitto dell’ambulanza che lo aveva condotto al pronto soccorso dalla vicinissima Camaro!

La morte molto spesso è un attimo, quindi… fissiamocelo bene in testa tutti!

Per questo mi chiedo:

se già il vicino Piemonte spesso non riesce ad evitarla questa morte, come può farlo il lontano Papardo o lo stesso Policlinico??

Ora, entrando più nel merito delle questioni sollevate nelle ultime settimane, dico che il senso di questa seduta doveva essere, oltre quello di sentire dalla viva voce dei nostri deputati su come intendano agire concretamente sul futuro del Nosocomio di viale Europa, anche e soprattutto quella di mettere di fronte i soggetti che hanno determinato tutto questo con le loro dichiarazioni e che avrebbero l’obbligo adesso di fare chiarezza: l’assessore regionale alla Sanità Borsellino (oggi assente) e il neo direttore generale Michele Vullo, i cui intendimenti, alla luce del suo intervento il 23 luglio scorso qui nella V Commissione Consiliare Sanità, sembrano discostarsi non poco da quelle espresse due giorni prima da chi invece lo ha collocato al vertice dell’azienda “Papardo-Piemonte”!

Le parole del dott. Vullo, confrontate con quelle della Borsellino, così come ho avuto modi di dire nei giorni scorsi, non mi hanno convinto affatto lasciandomi ancor più confusione, soprattutto per la fermezza del manager nel ribadire che il lavoro che si sta facendo è diretta conseguenza del piano della rete ospedaliera e che rimane come obiettivo primario la realizzazione del Polo materno infantile, al massimo integrandolo con un servizio di medicina territoriale e nulla più (ossia con dei semplici ambulatori).

 Se da un lato, infatti, l’assessore Borsellino ha dichiarato di voler mantenere un presidio di emergenza/urgenza, dall’altro sembrano aver preso quindi la direzione opposta le parole di Vullo che tra l’altro ha cercato di dimostrare in Commissione (e di questo lo ringrazio perché i “non tecnici” come lo sono io e molti altri miei colleghi non ne hanno contezza) che le probabilità di mortalità in caso di pronto soccorso per infarto o ictus, per esempio, sono più alte nel vicino Piemonte sprovvisto però rispettivamente di efficienti reparti di Emodinamica (dove si effettuerebbe l’angioplastica) e di Neurologia d’urgenza, che nel più lontano Papardo che invece ne è attrezzato!

Ma è proprio questo il motivo, anche alla luce del ruolo determinante che deve assumere l’ospedale di cui ho parlato all’inizio, che mi convince ancor di più del fatto che anziché tagliare bisogna potenziare, anziché trasformare bisogna sviluppare: insomma, il Piemonte non deve essere uno “scarto”, bensì una “risorsa”!!!

E mi permetto adesso anche in questa sede, così come ho fatto in Commissione, di invitare il direttore generale a uscire un po’ dagli schemi della politica (visto che da essa è stato nominato) e di avere il coraggio, se da uomo della sanità quale è dovesse riscontrare che le direttive palermitane potrebbero in qualche modo compromettere il diritto alla salute dei cittadini, di andare controcorrente mettendosi dalla parte di chi invece il Piemonte lo vuole non solo mantenere, ma, appunto, potenziare!

E infine 3 appelli:

il primo alle organizzazioni sindacali (a cui ho avuto modo di fare già in altra sede).

Siate compatti, lasciate un po’ da parte le rivalse o le divergenze di opinioni! Qui non dovrebbe essere nulla opinabile, qui c’è da fare fronte comune e difendere con i denti una ricchezza che qualcuno vuole smembrare sulla pelle dei Messinesi e che spesso tenta di attutire il colpo cambiando improvvisamente le carte in tavola! Vigilate quindi… vigilate, ma INSIEME!!!

Il secondo appello al Sindaco Accorinti.

Mi auguro, caro Renato, che lo stesso “flusso di energia” che ti ha accompagnato sulla vicenda tir e sull’isola pedonale, essendo tu la massima autorità sanitaria locale, ti possa accompagnare anche a Palermo per impegnare il Governo regionale a mantenere e potenziare il nostro prezioso ospedale! Insomma, ne può andare di mezzo un’altra maglietta… non solo “Si isola”, quindi, ma anche “Si Piemonte”!!

Il terzo appello, infine, alla nostra deputazione regionale presente.

Cari onorevoli, abbiate per una volta uno scatto d’orgoglio!! Possibile che non vi intacchi minimamente il fatto che in città da anni non si dica altro che il peso della nostra classe politica nelle prestigiose sedi istituzionali regionali e nazionali è pari a zero??

Scusatemi se sono schietto nel parlarvi così, ma la mia passione politica, il mio impegno in tutti questi anni che tra l’altro hanno contribuito a portare qualcuno di voi a sedere sugli scranni dell’ARS, mi autorizzano e mi legittimano a spronarvi!

Perché una cosa è certa: non ci saranno elezioni o aspiranti deputati che tengano in futuro! Non ho più intenzione di mettere la mia faccia con la mia gente sponsorizzando chi non dimostra realmente di amare la sua città! Insomma, per dirla alla “messinese” (visto che ultimamente, seguendo il simpatico esempio suo che si “sbarrua”, Presidente, usiamo spesso termini in dialetto per farci capire meglio), vi dico, onorevoli deputati, che “NON CI N’E’ PI NUDDU”!!!”