Messina, emergenza rifiuti: una catastrofe diventata routine (FOTO)

rifiuti messina (6)Ancora una volta Messina è sommersa dai rifiuti. In alcune zone della città, le montagne d’immondizia coprono i marciapiedi, invadono le carreggiate e costringono le automobili ad improbabili manovre. La situazione di emergenza è diventata routine ed è proprio questo aspetto che infastidisce la cittadinanza, ormai stanca delle futili promesse.

Olezzi nauseabondi sommergono l’Annunziata, cassonetti stracolmi costellano le vie di Provinciale, perfino il centro cittadino paga dazio al degrado urbano: più di un lettore ha segnalato l’anomala presenza di blatte, una nutrita colonia d’insetti che dai cassonetti adiacenti invade le abitazioni dei contribuenti messinesi.

Non utilizziamo a caso questo termine. Siamo tutti cittadini, ma oltre ad essere elettori responsabili, siamo contribuenti: versiamo un obolo salato per la pulizia delle strade e dopo 14 mesi di governo ci saremmo aspettati qualche timido passo in avanti da parte della Giunta. Renato Accorinti 03Quella stessa Giunta che, per ammissione del primo cittadino, intendeva compiere un percorso che avrebbe portato lo Stretto “dall’emergenza all’eccellenza”. Spot, parole, chiacchiere portate via dal vento, se è vero com’è vero che la città, ad oggi, marcisce nella sporcizia.

Per carità, le colpe non possono ricadere interamente sull’attuale classe dirigente e saremmo folli a redigere un j’accuse unilaterale: la gestione dei rifiuti è sempre stata approssimativa, per non dire apertamente fallimentare. Tuttavia non si può nemmeno campare di rendita, promettendo una rivoluzione dal basso che tarda ad arrivare: non si può dire che l’onestà debba far premio su tutto, anche sulla competenza, che se i predecessori hanno fallito, allora l’attuale Giunta ha il diritto di lavorare in pace – magari sbagliando – per essere giudicata solo a fine mandato.

Alla vigilia della chiusura delle discariche di Mazzarrà Sant’Andrea e Motta S. Anastasia, una chiusura che farà ulteriormente precipitare la situazione stante l’impreparazione di chi governa la città, abbiamo ragione di essere non soltanto preoccupati, ma perfino scettici sul lavoro sin qui svolto dall’Amministrazione. Ed è nostro preciso dovere segnalarlo ai lettori, perché chi fa informazione non può abdicare ai suoi compiti.

MessinAmbiente, lo abbiamo notato diverse volte nel recente passato, è una società in liquidazione piuttosto anomala: anziché ridurre le spese all’osso, cresce la voce delle uscite in bilancio. Se questo fosse utile al decoro urbano, saremmo i primi a gioirne. ciacciTuttavia i vertici dell’azienda non adottano strategie ad ampio respiro, non attuano investimenti a lungo termine che possano giustificare l’ulteriore aggravio di spesa: acquistano cassonetti e mezzi di seconda mano, ammettendo – nei fatti – le difficoltà in cui versa la società. Si muovono con prudenza, cercando di fronteggiare le criticità e promettendo in futuro scenari da bengodi: la differenziata salverà Messina, sarà un’inversione filosofica; gli interventi a macchia di leopardo cingeranno d’assedio ogni untore; il folle che lascia i rifiuti fuori dal cassonetto o che decide arbitrariamente di bruciare l’immondizia verrà punito.

Tutto giusto, se non fosse che i buoni propositi restano puntualmente lettera morta. Saranno mica le intenzioni in putrefazione a emanare i cattivi odori che colpiscono la città?