Messina, più consumati che consumatori: storie surreali di controesodo

controesodoEsodo e controesodo sono tematiche tipicamente estive: quando le notizie fisiologicamente scemano in prossimità di ferragosto, salgono parallelamente i bollettini sul traffico. Così code chilometriche vengono riprese da solerti operatori Rai, intenti a registrare il peso sulla viabilità degli “imbottigliamenti” in corso.

Ora, guardare quelle immagini sgranate probabilmente procura l’orticaria a più di uno spettatore. Dal salotto del proprio appartamento quelle istantanee appaiono lontane anni luce. Tuttavia i disagi costituiscono una notizia, perché oltre ad essere cittadini siamo utenti e consumatori, sebbene spesso bistrattati dalle stesse autorità che dovrebbero tutelarci.

I casi che di seguito vi raccontiamo rappresentano in tal senso una cartina di tornasole sulle sfortunate peripezie che hanno subito alcuni lettori messinesi. Le notizie ci giungono su segnalazione e noi le riportiamo in serie, offrendo a tutti voi una panoramica sui generis dell’estate siciliana, uno scorcio su alcuni eventi kafkiani realmente accaduti. Tutto si svolge il 16 agosto.

Partiamo da ciò che è avvenuto a Messina. Lo svincolo autostradale di viale Boccetta è rimasto intasato dalle 10.30 del mattino. Una coda di automobili, disposte in fila indiana, ha proceduto occupando lentamente ogni carreggiata finché, in prossimità del Corso Cavour, si è paralizzato il traffico urbano. Un lettore, R.O., fra il serio e il faceto racconta che dopo una buona mezz’ora d’attesa ha deciso arbitrariamente di lasciare la macchina in coda, prendendo almeno una granita al bar. Auguri e buona digestione.

Back CameraSempre in tema d’autostrade, un altro disagio è stato registrato nella stessa giornata da chi, percorrendo l’A18, decideva ingenuamente di abbandonarsi ad un giro delle ridenti località turistiche costiere. Comuni quali Roccalumera, Letojanni, Santa Teresa, Sant’Alessio, Furci o Alì Terme vivono di queste opportunità. Specialmente l’ultimo paese, che proprio il 16 agosto festeggiava il patrono San Rocco ed era pronto a cogliere i benefici in termini di ricadute economiche. Bene, quanti da Messina si sono avventurati con incuria hanno assistito ad un piacevole siparietto: il casello autostradale di Roccalumera segnalava semafori verdi su ogni fronte, a dimostrazione della piena disponibilità degli operatori. Arrivati, però, al momento del pedaggio, gli automobilisti si rendevano conto di essere quanto mai soli, lasciati in compagnia di un esaustivo cartello: “SCIOPERO”. La sbarra alzata spingeva a rompere gli indugi, ma non appena l’incauto utente attraversava la fatidica soglia, ecco scattare flash o sirene, segno di avvenuta contravvenzione. Il Consorzio avrà il barbaro coraggio di pretendere un obolo per tale disservizio? Ai posteri l’ardua sentenza.

L’ultimo aneddoto è il più succoso, riguarda i turisti impuniti, quelli che hanno preteso di andare alle Isole Eolie, una delle ricchezze paesaggistiche più rinomate d’Italia. Ebbene, sabato il viaggio di ritorno, partendo da Vulcano, era fissato per le 16.35. L’aliscafo dell’Ustica Lines compie un giro completo: Lipari, Vulcano, Messina.isola di vulcano Il mezzo è arrivato nell’isola alle 18.30, con appena due ore di ritardo sulla scaletta prevista. Un autentico successo, se si considera che il viaggio di rientro, in totale, dovrebbe durare circa un’ora e mezza. Si può allora facilmente capire quanto gli umori fossero neri fra l’utenza: i clienti chiedevano informazioni, ma le risposte erano laconiche o evasive e provenivano perlopiù dagli ormeggiatori, i quali – di volta in volta – protraevano i tempi del ritardo sulla base delle scarse comunicazioni ricevute. Uno dei nostri lettori, A.L., giunto sul mezzo ha chiesto il perché di una simile attesa. Sentendosi rispondere “Lei da dove viene?” ha capito l’andazzo. “Da Messina”, ha replicato, ottenendo così un amaro “Allora sai come vanno le cose”. Risultato? La nave, che doveva arrivare nel porto cittadino alle 18, è giunta a destinazione alle 21.15. Ecco: più che consumatori siamo consumati.