Longo: “Il premier diserta la visita a Gioia Tauro. I lavoratori non rappresentano un problema di ordine pubblico”

images“Ancora una volta Renzi- afferma Giuseppe Longo, consigliere provinciale- ci tiene a comunicare l’entità del suo interesse per il Porto di Gioia Tauro, la Piana e la Calabria. Dopo l’ennesimo annuncio mediatico “sblocca-porti” di qualche giorno fa e la promessa di una visita “istantanea” presso lo scalo gioiese arriva il poco sorprendente forfait: per motivi di ordine pubblico il Premier non ha visitato il Porto. Ma come possono essere “motivo di ordine pubblico” dei lavoratori che manifestano pacificamente e giustamente il proprio disagio di fronte al disinteresse del governo verso una situazione che li costringe da mesi in uno stato di terribile incertezza? Per la grande professionalità e serietà dimostrata da sempre non meritano forse i Portuali di Gioia Tauro di uscire finalmente dal sistema di cassa integrazione?
Sin dal suo insediamento, il Presidente del Consiglio ci ha abituati con un interventismo di facciata fatto di proclami a effetto e passerelle in formato toccata e fuga. Per Renzi, la Calabria non val nemmeno il tempo di un incontro istituzionale e a proposito del Porto sembra non avere la ben che minima idea di come sbloccare una impasse decennale. Nessuno si aspettava che in mezz’ora di incontro potesse anche solo cogliere la mole di criticità che da sempre impantanano lo sviluppo della zona ma già da mesi, da più parti, vengono inviate al Premier decine di suggerimenti e segnalazioni.
È ben noto lo stato del porto e le proposte per un suo rilancio sono semplici: dall’urgenza di una Zona Economica Speciale (su cui Renzi continua a non prendere alcun impegno), passando per l’ideazione di un piano lungimirante per la logistica e la nomina di una autorità portuale professionale e di competenza internazionale, fino all’istituzione di quel tavolo interministeriale più volte promesso e ventilato ma, alla fine della giostra, mai nemmeno messo in calendario. L’impressione è insomma quella di avere sprecato fiato, quella di essere destinati a rimanere fanalino di coda dell’Italia, discarica e risorsa utile solo a svolgere il lavoro sporco come quello del trasbordo di armi chimiche, eseguito con grande professionalità e competenza dai nostri portuali.
Un ulteriore passaggio a vuoto, dunque, quello del Premier a Reggio Calabria. Il governo Renzi rischia di passare alla storia per l’interminabile serie di occasioni perse collezionate, soprattutto in un’aerea come la nostra, così ricca di potenzialità di sviluppo (e quindi di opportunità anche politiche) e così a lungo relegata a eterna Cenerentola. Dal Presidente del Consiglio ci aspettiamo una urgente presa di consapevolezza e degli impegni finalmente concreti e risolutori, capaci di far davvero “cambiare verso” alla Calabria”.