Bronzi di Riace ridicolizzati, Paolo Ferrara (Liberi di Ricominciare): “Procederemo per le vie legali”

06Il caso ha lasciato basiti tutti gli amanti e cultori dell’arte di tutto il mondo. Deplorevole iniziativa ritenuta oltraggiosa e vergognosa, non è stata certamente approvato dai Calabresi, in particolare dei cittadini della città di Reggio Calabria, dove ha sede il museo Nazionale della “Magna Grecia”, luogo in cui sono esposte tra le altre opere d’arte e reperti storici, le meravigliose statue di bronzo, risalenti al quinto secolo a.C.
La notizia diffusa da alcuni quotidiani locali che hanno pubblicato le foto dello scandalo, acquisite dal sito di “Dagospia”, dove il fotografo Gerald Bruneau ha pubblicato anche un video che testimonia la sua performance, insieme ai suoi collaboratori e ai custodi del museo; ha mandato su tutte le furie anche il presidente del Movimento “Liberi di Ricominciare” Prof. Paolo Ferrara che, ha dichiarato testualmente: “Siamo rimasti scioccati dall’avvenimento. Un fatto del genere non credo si possa neanche sognare. Quello che si è verificato nella nostra città è veramente sconcertante. Ha dell’incredibile, non solo per il fatto oggettivo in se stesso, ma perché si è verificato all’interno del museo Nazionale, durante l’orario delle visite e nessuno ha fatto nulla per evitarlo, neanche il personale di vigilanza. Già da subito dichiaro che denuncerò alla Procura della Repubblica, per tutti i reati ravvisabili, i fatti e le persone responsabili di tale scempio, compreso il fotografo Gerald Bruneau”.
Rimane al momento nel mistero come si potuto accadere un fatto del genere. Certamente ne dovranno rispondere ognuno per le proprie competenze e responsabilità tutte le persone collegate a vario titolo col fatto.
Reggio Calabria, un tempo, città famosa anche per il grande Museo Nazionale della “Magna Grecia”, conosciuto in tutto il mondo per le sue preziose opere d’arte e gli interessantissimi reperti storici risalenti all’antica Grecia, oggi è diventato teatro di “folcloristiche” iniziative che nulla hanno a che vedere con la cultura e con le testimonianze artistiche di pregiata fattura come i due bronzi di Riace.
I Reggini in particolare, sono indignati e feriti nell’orgoglio dall’accaduto che, lo ritengono un fatto deplorevole oltre che provocatorio e minaccioso nei confronti della tutela dei beni storico-culturali.