Bronzi di Riace a Milano, Panuccio a Franceschini: “Spostarli non è di competenza statale”

panuccioL’avvocato e professor Vincenzo Panuccio, Presidente degli Amici del Museo di Reggio Calabria e Presidente Onorario della Federazione Italiana degli Amici del Museo, scrive al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini, in merito allo spostamento dei Bronzi di Riace in occasione dell’Expo 2015 a Milano. Ecco il testo integrale della missiva:

Illustre Ministro, il sottoscritto si permette di segnalarLe quanto segue:  in relazione al preavvisato intervento presso di Lei che il 20 o il 21 corrente Sgarbi Le scriverà, per sottoporLe, a quanto ho capito, pare alcuni nominativi per la Commissione di esperti che Lei ha dichiarato di volere nominare, ritengo opportuno richiamare la Sua attenzione su quanto emerge già dal memoriale che Le è stato rimesso da me il 7.08.2014. per superare le pseudo ragioni di Sgarbi.

Questi, fino alle dichiarazioni del TG3 del 19.8.2014 muove da una infondata boutade quando va sbandierando ai quattro venti che i Bronzi sono dello Stato, che quindi può farne ciò che vuole, spostandoli , inviandoli a Milano etc. Non è vera questa affermazione contro la quale sta la sentenza del Consiglio di Stato del 30.07.2009, emessa proprio per i  Bronzi. Il Consiglio di Stato con  la forza del giudicato insuperabile da chiunque, ha distinto l’attività di tutela che spetta allo Stato, dall’attività di valorizzazione del bene culturale, che lo Stato non può esercitare senza la partecipazione  legale concorrente  delle istituzioni locali, regioni, provincie, comuni, comunità interessate, etc . La valorizzazione del bene culturale, dice il  Consiglio di Stato, deve essere il frutto di un intervento coordinato. 

Ora l’attività di spostare i Bronzi non è attività di competenza statale, se prima non si adempiano le formalità di cui all’art.117 II comma, costituzione, modificata,  che non sono state poste in essere e che, secondo la boutade legislativa di Sgarbi  sarebbero di competenza dello Stato.

Dunque, la premessa anche della nomina di una Commissione, è  una premessa alla quale  è preliminare il rispetto della predetta procedura, che coinvolge gli enti locali (taluni dei quali: regione, provincia, comunità locali, si sono espresse già informalmemte, negativamente!). Il Comune di Reggio, nel regolamento approvato dal Ministero, ha richiamato la potestà legislativa delle regioni a pena di nullità. La nomina di una commissione quindi deve essere preceduta dagli adempimenti di legge a pena di nullità.

B) Inoltre, con il dovuto rispetto, la Sua ventilata decisione di nomina di una Commissione supera un altro principio preliminare quello della continuità amministrativa, per cui non è legittimo non seguire l’’indirizzo del precedente Ministro (e qui il caso di ricordare quanto è stato affermato dal Ministro Bray circa la inamovibilità dei Bronzi, e ribadito anche di recente).

Anche per ciò sussiste quindi un rilievo, anch’esso preliminare, che impedisce il ricorso sic et simpliciter alla Commissione

C) Sempre con il dovuto rispetto per le  Sue decisioni, mi consenta di osservare:

1) che il provvedimento appare pilatesco, di fronte a una scelta che spettava e spetta a Lei sulla base delle insuperabili decisioni di organi altamente specializzati, come l’Istituto Nazionale del Restauro, le dichiarazioni ripetute e decise dalla sovrintendente Bonomi e dal Direttore del Mibac (v. dichiarazione del 29. 07.2014  il  Giornale il Garantista 29.07.2014 ), le proteste della Camera di Commercio e industria che hanno indicato dati tecnici oggettivi di fragilità dei bronzi, tanto che lo stesso Sgarbi non esclude il rischio. Per cui, come affermato dal Preside dell’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria, sarebbe inutile.

 2) Inoltre il provvedimento è antieconomico, per i compensi ai componenti (come è stato già rilevato dal Movimento autonomo alternativo,v. Gazzetta del Sud 20.8.2014 pag.24:”chissà quanto ci costerà a noi contribuenti”) specie quando non si finanziano le necessarie opere di ristrutturazione endogena da Museo, per i quali ancora inspiegabilmente non si consegnano i lavori (il Mibac tace e si parla dei primi messi del 2014!)

3) Inoltre il provvedimento sfiducia gli organi locali  creando un’inammissibile ed a dir poco antipatico conflitto tra la sovrintendenza che ha giustamente rilevato come in ogni caso la commissione non potrà fare a meno di non valutare i dati di fatto oggettivi emergenti, e ancor più la Mibac (Prosperetti) che anch’egli ha confermato i rilievi della Sovrintendenza.