ATAM, l’Usb attacca Gatto: “accetti che sindacato giudichi suo operato”

ATAM_Reggio_Calabria“Stamani, a seguito il comunicato del 6 agosto a firma del nostro dirigente della RSA Gaetano Bozaotra, riguardante la situazione degli emolumenti arretrati e rimborsi vantati dai lavoratori e dalle lavoratrici dell’ATAM, il prof. Gatto, quale amministratore unico dell’azienda, ha comunicato alla RSA, per le vie brevi,  che non è disponibile ad incontrare l’USB poiché non ritiene di confrontarsi con un’Organizzazione sindacale che non accetta la concertazione e la complicità come metodo di confronto e rappresentanza”. Così in una nota il sindacato USB replica all’amministratore unico dell’ATAM, Antonino Gatto.

“Nel breve colloquio – prosegue l’USB – il prof. Gatto ha fatto capire di aver interpretato, sbagliando, che i contenuti del comunicato richiamato si appalesano come un attacco personale e non come una chiarissima posizione politica della RSA rispetto alla situazione aziendale.

L’incontro, che era stato fissato per venerdì 8 agosto presso la sede dell’ATAM a seguito nostra formale richiesta espressa con opportune comunicazioni in coerenza con quanto stabilito dalle procedure di cui alla  legge 146/90 e s.s.i.m., avrebbe dovuto chiarire, al fine di evitare il ricorso al giudice del lavoro, le intenzioni sul legittimo diritto dell’USB a costituire la propria RSA e quindi del suo riconoscimento alla rappresentanza per come stabilito dalla Cassazione nelle recenti sentenze.

Non ci resta che prendere atto di un comportamento, quello del prof. Gatto, teso a limitare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di costituirsi come soggetto di rappresentanza nelle forme previste dall’ordinamento legislativo italiano,avvisando che faremo in modo di far stabilire alla magistratura con chi, da oggi in avanti, il prof. Gatto in qualità di amministratore di ATAM S.p.a., dovrà incontrarsi a prescindere dalla sua volontà e da eventuali condizionamenti politici e sindacali.

Prenda atto ancora, il prof. Gatto, che l’ATAM S.p.a. non è di sua proprietà e che personalismi e suscettibilità non devono appartenere a chi gestisce un’azienda pubblica”, conclude il sindacato.