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Vincenzo Nibali, lo “Squalo dello Stretto” orgoglio siciliano. E adesso il fenomeno messinese può diventare leggenda…

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NibaliVincenzo Nibali, 29 anni, messinese doc. Lo “Squalo dello Stretto” ha le mani sul Tour de France, e dopo le grandi vittorie degli ultimi anni in questo 2014 può consacrarsi come leggenda al punto da diventare il 7° italiano della storia a vincere la Grande Boucle 16 anni dopo Marco Pantani, 49 anni dopo Felice Gimondi, 54 anni dopo Gastone Nencini, 56 anni dopo Fausto Coppi, 60 anni dopo Gino Bartali e 89 anni dopo Ottavio Bottecchia.
Tra tutti questi campioni, Nibali è non solo il primo siciliano ma il primo meridionale: gli altri, infatti, erano tutti del nord.
nibali01Il corridore messinese è già entrato nella storia vincendo la Vuelta España 2010 e il Giro d’Italia 2013, oltre a tante altre classiche non meno importanti. E’ già il secondo italiano, dopo Felice Gimondi, ad essere salito sul podio di tutti e tre i grandi Giri (nel 2010, quando ha vinto la Vuelta, è arrivato terzo al Giro; nel 2011 è arrivato secondo al Giro, nel 2012 è arrivato terzo al Tour, nel 2013 quando ha vinto il Giro è arrivato secondo alla Vuelta).

In questo Tour de France 2014, di cui si sono già corse 10 tappe (ne mancano 11 fino all’arrivo di Parigi), Nibali ha vinto due volte e indossa la maglia gialla di leader che ha vestito per 8 giorni su 10. Ha già un considerevole distacco sui rivali che, comunque, non sembrano all’altezza della sua forza e della sua resistenza.

GIRO D'ITALIA: LAST STAGEQuando, nel 2013, Nibali è stato il primo siciliano della storia a vincere il Giro d’Italia, suo cugino Giuseppe Bongiovanni ha raccontato che un giorno gli prestò la Vespa per ‘volare’ verso il santuario di Tindari, un centinaio di km da Messina fra andata e ritorno, e fare una promessa alla Madonna nera: “Ti porterò la maglia rosa“. Un atto di devozione che lo ha fatto diventare ancora piu’ forte. Lo ‘Squalo dello Stretto‘, tornando a casa, aveva poi confidato al padre Salvatore: “Sai, la Madonna mi ha chiesto di vincere il Giro“. Successivamente suo padre lo avrebbe visto sfrecciare a 45km/h, con il vento contrario, nei pressi di Villafranca Tirrena, su un tratto della costa tirrenica molto difficile anche per i cronomen più competitivi. In quella circostanza, papà Salvatore capì che il figlio avrebbe potuto vincere anche una grande corsa a tappe. E adesso, dopo Vuelta e Giro, gli manca solo il Tour. Ce l’ha in pugno, per diventare una leggenda.

Forza Squalo, orgoglio dello Stretto!