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Anche a San Procopio (Rc) l’”inchino” della processione al boss? Il Sindaco tuona: “assolutamente falso”

imagesCon riferimento alla notizia del presunto inchino della processione al boss di San Procopio, il Sindaco del comune reggino, Dr. Eduardo Lamberti-Castronuovo ha inviato una lettera aperta alla Redazione del Quotidiano nella persona del suo Direttore Michele Inserra, a tutti gli Organi di Stampa Loro sedi, al Sig Prefetto della Provincia, al Sig. Questore, al Sig. Comandante Provinciale CC, a S.E. l’Arcivescovo di Oppido- Palmi Mons. Milito, a S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria-Bova Mons. Fiorini Morosini, alla Stazione del Carabinieri di San Procopio, a tutti i Sindaci della Provincia di Reggio Calabria e al Sig. Presidente della Provincia:

eduardo Lamberti castronuovo“E’ appena il caso di far notare all’articolista che gli oboli vengono raccolti da ragazzini di 10 anni che si alternano nel portare, a mò di stendardo, un sacchetto per le offerte dieci metri avanti della processione. E, naturalmente, non sono in grado di richiedere il certificato penale a chi fa ascendere al cielo preghiere per i defunti, siano essi mafiosi o non, accompagnandole con qualche moneta per la Chiesa. Il paese di San Procopio, purtroppo, è residenza di persone che hanno avuto problemi di giustizia, ma anche di militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno dato la vita per lo Stato. Vedi il caso del Brigadiere Fava.
Il paese di San Procopio si inchina solo di fronte alla Religione ed alle Leggi dello Stato, non davanti alla mafia che aborrisce e combatte con i mezzi della cultura:
con la riapertura di un asilo chiuso, con l’istituzione di una biblioteca, di un Teatro, con la realizzazione di aree ludiche per i  bambini e per gli anziani, con l’apertura di una casa di riposo ed il riconoscimento dei diritti e dei doveri ai cittadini, e quant’altro. Ma, così come rifiuta la mafia, rigetta le aggressioni mediatiche.
Un Consiglio Comunale aperto è stato già convocato per martedì 15 luglio alle ore 18.00, nella piazza antistante il Comune, con all’ordine del giorno l’eventuale denunzia per diffamazione contro chiunque si permetta di offendere la dignità di un Popolo, attraverso la diffusione di notizie false, provocatorie e senza alcun intento costruttivo. I legali del Comune saranno presenti. Desta meraviglia, a chi scrive, la sottolineatura dell’appartenenza alla Giunta Provinciale, presieduta da Giuseppe Raffa. Sorge il sospetto che trattasi di una manovra strumentale tendente ad ostacolare la vera azione antimafia, fatta di costante presenza sul territorio e di amministrazione trasparente e corretta della Cosa Pubblica. Sentito per le vie brevi, a questo mio dire, si associa incondizionatamente il Parroco di San Procopio, Don Domenico Zurzolo, che aveva già relazionato al Suo Vescovo il normale svolgimento della processione, nonchè il Vice-Sindaco ed il Consiglio Comunale tutto. Chiamo a raccolta tutti i Sindaci della Provincia, tutte le persone per bene, che non tollerano più di essere indicate per quello che non sono, da giornalisti, che non presenti e non conoscendo le tradizioni pulite dei nostri paesi, continuano a gettare un fango che accresce l’odio sociale delle genti contro tutti i calabresi. Da San Procopio parta una rivoluzione culturale pacifica contro le aggressioni giornalistiche false, fatte solo per conquistare i primi piani nazionali, altrimenti non raggiungibili. La medesima rivoluzione culturale che, a San procopio come in tutti gli altri paesi della provincia, si è fatta, si sta facendo e si continuerà a fare contro ogni forma di illegalità, di mafia e di qualunque altra cosa che renda non lecita ogni azione civile. Rivoluzione che vede i Sindaci, come il sottoscritto, in prima linea”.