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Reggio, Nicolò sul canile di Mortara: “necessario sblocco urgente”

canile mortaraE’ necessario ed urgente porre fine ad una polemica, i cui esiti hanno evidenziato e reso pubblico una situazione davvero drammatica e che evidenzia lo stato di cattiva gestione di importanti strutture comunali”. Lo afferma in una nota il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.

Sono stato oggi a verificare personalmente la situazione in cui si trova il nuovo canile municipale realizzato dentro la più grande infrastruttura del nuovo mercato agroalimentare di Mortara di Pellaro ed ho riscontrato la presenza di un’ Associazione di volontariato  molto attenta  al problema del randagismo e dunque al recupero dei cani abbandonati e che si è preso cura anche della manutenzione della struttura, trovata peraltro in stato di abbandono. Non è mia intenzione alimentare polemichenon ho conoscenza approfondita delle  eventuali responsabilità di carattere amministrativo che hanno impedito finora l’assegnazione della gestione del canile – ma è indubbio che il Comune di Reggio Calabria, proprio a causa di farraginose procedure burocratiche e di ricorsi alla giurisdizione, continua a tergiversare sui tempi di apertura della struttura. Tale dilazione,  oltre ai disagi sociali, produce anche un aggravio di spesa per le casse di Palazzo San Giorgio poiché i cani randagi catturati sul territorio comunale, puntualmente vengono inviati in un ricovero di Taurianova. Io credo – afferma Alessandro Nicolò – che non è possibile continuare in uno stato simile di indeterminatezza, non solo negando un servizio dovuto alla comunità, ma scoraggiando persino chi sta dimostrando la volontà di voler risolvere un problema, come il randagismo, che richiama quotidiane rimostranze dell’opinione pubblica. Infine – conclude il Vicepresidente del Consiglio Regionale – è necessario che la gestione commissariale di Palazzo San Giorgio intervenga per fare chiarezza allontanando così inevitabili sospetti circa la gestione della vicenda e aprendo così le porte dell’accoglienza – è il caso di dirlo – di una struttura moderna ai tantissimi ‘Fido’ che non hanno più casa e non certamente per loro colpe”.