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Reggio: anche la “movida reggina” sposa l’occupazione del canile di Mortara

canile mortaraLa movida reggina sposa la causa dell’occupazione del canile municipale di Mortara, la struttura conclusa nel 2006, inaugurata nel 2008 e mai entrata in funzione, che i volontari di Dacci una zampa hanno deciso di occupare per rispondere all’emergenza randagismo in città. La ladies night del Calajunco – il noto appuntamento del mercoledì organizzato dalla Rcb e dedicato alle donne – questa settimana dedicherà uno spazio alla causa di Occupy canile, che nel corso della serata sarà presente con i suoi volontari, uno stand informativo e la campagna “Io per i cani di Mortara ci metto la faccia”.  “In meno di ventiquattro ore oltre duecento persone hanno aderito alla nostra campagna, ci hanno mandato la loro foto e hanno modificato la propria immagine di profilo. Potrebbe sembrare un’iniziativa futile, ma sono  numeri che ci riempiono di orgoglio e ci dimostrano quanto la nostra battaglia abbia conquistato Reggio”. Lo affermano i volontari di Dacci una zampa.

Domani – dicono da Dacci una zampaper la prima volta ci sposteremo da Mortara e porteremo la nostra battaglia in città. Speriamo di incontrare lo stesso slancio di solidarietà, lo stesso appoggio e la stessa vicinanza che i reggini ci hanno mostrato in queste prime due settimane di occupazione al canile”. Nel corso della serata, i volontari saranno disponibili per fornire informazioni sulla battaglia in corso, ma sarà possibile anche aderire alla campagna promossa dall’associazione. “Le immagini di chi  “per i cani di Mortara ci mette la faccia”  saranno proiettate nel corso della serata insieme a quelle di chi in questi giorni ha deciso di mostrarci concretamente il proprio appoggio”, dicono dall’associazione. “Non si tratta di una serata benefit, a Dacci una zampa andrà solo quanto verrà versato nei salvadenai dell’associazione presenti ai banchetti, ma per noi rimane un evento importantissimo che ci permette di entrare in contatto con i reggini, fin dal primo momento i nostri verise non unici –  interlocutori”.