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Reggio, l’avvocato Fascì sulla mediazione civile: “è una follia di Stato”

“Quando ebbe avvio l’Istituto della Mediazione Civile scrissi che si trattava di una follia insensata. Come me tanti protestarono a quello che era stato ventilato da televisione e giornali come la panacea di tutti i mali. Per fortuna, la Corte Costituzionale fece giustizia dichiarando incostituzionale l’istituto della Mediazione Civile nella parte in cui prevedeva la trascrivibilità dei verbali sottoscritti dinanzi ai centri di mediazione relativi al trasferimento dei beni immobili”. Lo afferma l’avvocato Lorenzo Fascì, Segretario provinciale del PdCI di Reggio Calabria.
Infatti il Legislatore aveva “dimenticato” che il Codice Civile – struttura portante che regolamenta i rapporti tra i cittadini – prevede all’art. 2643, 2 sole forme utili: l’atto rogato dal notaio o la sentenza di un Giudice. Il pericolo sembrava scampato. Invece il Governo, con l’avallo della maggioranza in Parlamento, a parole preoccupato di diminuire i tempi della giustizia, ma probabilmente influenzato dal bisogno di garantire il business dei grandi centri di Mediazione decise alcuni mesi orsono di ripristinare la mediazione civile e con essa la possibilità di trasferimento di immobili attraverso la sottoscrizione del verbale di mediazione”.
Questa volta, ovviamente, il Legislatore, per rendere legittima l’operazione, modificò addirittura il Codice Civile, inserendo il comma 12/bis all’art. 2643! Finalmente hanno detto i benpensanti! Gli azionisti delle società di mediazione – prosegue Fascì – potevano riscuotere i lucrosi appannaggi; lo Stato poteva riscuotere una fetta importante dei compensi di Mediazione, si velocizzavano le lungaggini processuali. Perfetto. In realtà tanto perfetto non è ed i cittadini che loro malgrado si sono imbattuti o saranno costretti ad imbattersi nei procedimenti di Mediazione toccheranno con mano quanto è astruso questo meccanismo“.
In un recentissimo convegno, altamente qualificato, svoltosi a Reggio Calabria,  – continua l’avvocato -il re è stato messo a nudo. Vi è che l’inserimento della norma nell’impianto del Codice Civile, alla realizzazione del quale hanno contribuito le più illustre menti giuridiche italiane – è mal riuscita in quanto contrasta con altre norme per nulla abolite (meno male). Vi è in buona sostanza che i verbali di mediazione che trasferiscono immobili per esempio attraverso l’Istituto dell’Usucapione, in realtà non si trasferiscono nulla ma debbono essere validati da un notaio o da un Giudice. Il Notaio ed il Giudice non si limiteranno a “ratificare”ma entreranno nel merito andando a verificare se e in che termini il trasferimento potrà avvenire. Senza dimenticare che i Conservatori – custodi rigorosissimi (per fortuna) dei Registri Immobiliari hanno alzato un vero e proprio muro ai vari tentativi di imbarbarire un sistema alquanto collaudato e perfetto. Bene. Quindi a che serve l’Istituto di Mediazione obbligatorio? È solo un orpello costosissimo che si aggiunge al sistema vigente; che, in questi casi, non risolve il problema rimanendo i cittadini obbligati a rivolgersi sempre al Notaio o al Giudice per risolvere le loro problematiche”.
“Ma allora non è forse meglio – almeno nei casi di trasferimenti di immobili – renderlo facoltativo? Ho voluto rendere pubblica questa mia riflessione avendo toccato con mano, nella mia esperienza professionale, questa “Astrusità” sia per denunciare tentativi poco nobili, arruffoni di modificare un sistema che è uno dei pochi vanti del nostro paese, sia per evidenziare che a volte, come in questo caso, non bisogna andare dietro alle chimere dei giornali e mass media ma farsi consigliare da esperti professionisti sul che fare e come fare. In questa moda del novismo e del cambiamento a tutti i costi la Mediazione Civile è un bell’esempio di novismo arruffone e superficiale = una riforma priva di un disegno compiuto. Purtroppo, dietro l’enfasi della pubblicità mediatica restano i problemi irrisolti della Giustizia civile ed i cittadini che per poter difendere un loro diritto devono prima passare attraverso il tunnel della mediazione e sopportare i relativi alti costi”
conclude Fascì.