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Reggio, il commosso ricordo di Benedetta Cozzupoli in una lettera delle sue compagne di squadra

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Le compagne della squadra di calcio della Scuola Calcio Mirabella, di cui faceva parte giovane reggina Benedetta Cozzupoli, tragicamente volata in cielo qualche settimana fa, hanno inviato a StrettoWeb un commovente ricordo con parole toccanti in una lettera per Benedetta che decidiamo di pubblicare integralmente:

Se vi capita di incontrarle per strada, ad un market in fila per la spesa, all’uscita di una scuola, in giro per la città, non pensereste mai che di fronte a voi si staglia una giocatrice di calcio femminile. Donne certo, ma anche molto di più. Perché a dirla tutta quel che Vi si presenta e’ uno spettacolo: unico quanto inusuale. Si sa che il mondo del calcio e’ da sempre simbolo e pregio dell’uomo, dell’orgoglio maschio.
Allenamenti e partite, parrucchiere e pannolini non hanno mai condiviso lo stesso campo. Eppure da qualche tempo, complice la passione innata per il pallone o anche la voglia di vivere un esperienza diversa, si è fatta strada questa realtà che nel silenzio di una nanna, nel caos di una vita sempre più frenetica macina successi arrivando sulla vetta dei campionati nazionali del calcio a cinque sezione femminile.
02Insomma persone tranquille che per gioco provano a fare sul serio e ci riescono.
Donne che si mettono in gioco per decidere di non essere diverse da chi sino a qualche tempo fa le relegava a ruoli diversi. E quando lo fanno, in quanto donne ci mettono l’anima. Qui non serve la classe, la tecnica o il savoir faire.
Un gruppo di donne che si mette insieme per sconfiggere la sfiducia e la facile ironia e’ come uno tsunami che spazza via l’indifferenza di chi sui loro risultati, sulla qualità del loro entusiasmo, non ci avrebbe scommesso un penny.
Qualunque sia il risultato sul campo ciò che ha fatto la differenza in questi anni è la coesione, la tremenda forza d’urto della loro prorompente energia, della loro vitalità. Pensate per un attimo alle loro vite fuori da quel rettangolo di gioco: pensatele durante un arringa difensiva, magari dietro una scrivania o più romanticamente nella quotidianità di una casa,una famiglia. Qui non conta l’età, non importa ciò che sei fuori dal campo, quanto importante sia ciò che fai per vivere. Basta indossare la maglia, custodire quel numero, correre dietro una palla: il sogno si accende, la mente può volare.
Immaginate cosa può essere adesso un emozione, quale può essere quella di avercela fatta a segnare un goal. Le sentite parlare qui a due passi dal mondo. Pensate donne, parlano di cose di donne, si comportano come tali, quindi moda, trucco, e tanto ancora. Provate ad ascoltarle con attenzione ed in un attimo capirete cosa sia oggi per questo sparuto gruppo di professioniste avere la consapevolezza di appartenere ad un progetto emozionante da vivere pienamente. Vi sorprenderà scoprire che quel che mimano lasciandosi andare con fiera analisi al racconto è un goal all’incrocio dei pali, un rigore non assegnato dall’arbitro, l’essere dopo mesi di sacrificio arrivate in vetta al monte più alto.
Mesi e mesi di preparazione, di botte date e ricevute, di ghiaccio spray per quelle mai sopite. Tante le ferite, a volte nascoste a volte rigate dalle lacrime.

Ma mai un passo indietro.

benedetta cozzupoliNeanche quando la vita si porta via una di loro, una delle tante anime del gruppo: volare via così, senza un perché è già difficile da accettare.
Ma quando ad andar via e’ non solo una compagna ma quella Compagna allora tutto si complica, tutto diventa più buio. Le donne si sa’ ci mettono poco a fare amicizia, a legarsi tra loro. Qui la competizione è forza. La squadra è la somma di tante emozioni, di tante piccole paure, di tanta generosità.
Essere portiere di una squadra di donne e’ complicato, serve carattere, equilibrio e soprattutto forza per trascinare le altre. Serve essere credibili, serve essere l’Esempio. Non è un caso se il numero impresso sulla maglia e’ il numero uno. Numero primo, indivisibile, posto alla base delle molteplici possibilità che tanto sacrificio, tanta passione possano continuare nonostante tutto, nonostante appunto la fatalità.
Ancora una volta, dietro le loro spalle, indossato il cappellino e quell’enorme montatura bianca Benji guiderà il gruppo. Loro lo sanno, Lei ci sarà.