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Reggio, il centro/destra brancola nel buio: se i nomi sono questi, Falcomatà ha già vinto

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Mancano meno di quattro mesi alle prossime elezioni comunali e dopo le primarie del centro/sinistra che hanno indicato in Giuseppe Falcomatà il candidato della coalizione, lo scacchiere delle candidature non è ancora completo. Saranno tanti i candidati indipendenti, autonomi e civici. Si attende però la scelta ufficiale del Movimento 5 Stelle e del centro/destra, senza ombra di dubbio i due principali avversari di Falcomatà.

falcomatàUna candidatura “grillina”, quella del giovane esponente del Pd che ha vinto le primarie con il supporto di molti giovani che a livello nazionale guardavano con simpatia al Movimento 5 Stelle e che continueranno a sostenere Falcomatà anche alle comunali: è quindi facile prevedere un ulteriore flop grillino in riva allo Stretto, come già accaduto un anno fa a Messina e Catania dove addirittura i pentastellati non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento essenziale per entrare in consiglio comunale. Ed ecco che, allora, dati alla mano è doveroso concentrarsi sul centro/destra per capire chi sarà il principale avversario di Falcomatà nella corsa a Palazzo San Giorgio. I vari partiti della coalizione (NCD, Forza Italia, Fratelli d’Italia e l’incognita UDC che come abbiamo già scritto a Reggio sta lavorando per passare con il centro/sinistra dopo aver avuto ruoli da protagonista assoluta, con Assessori e addirittura il ViceSindaco, nella stagione del “Modello Reggio” del centro/destra di Scopelliti e Arena) stanno lavorando per trovare una sintesi che metta tutti d’accordo. Di nomi e di voci se ne sono fatti tanti, gli ultimi e i più quotati sono il Prefetto Maria Grazia Nicolò, il Presidente della Camera di Commercio Lucio Dattola e l’imprenditore Maurizio Mauro. Insomma, uno peggio dell’altro.

maria grazia nicolòNulla da dire sull’autorevolezza della Nicolò, 52 anni, brillante carriera istituzionale nella pubblica amministrazione. Ma per lei vale quanto già discusso per Nico D’Ascola: come si può pensare che sia la persona giusta a diventare Sindaco di una città come Reggio Calabria? Il suo campo, il suo settore, in cui si contraddistingue per efficienza e qualità, è un altro. Molto diverso dalla bagarre politica e dalla ruotine amministrativa, con tutti i loro problemi e le loro complicazioni. Come potrebbe, infatti, Maria Grazia Nicolò, tener testa a Falcomatà nel suo linguaggio nuovo, di un’altra generazione (Falcomatà ha 31 anni), che parla appunto ai giovani interpretandone l’esigenza di rinnovamento e cambiamento? Come potrebbe tenergli testa sulle beghe e le vicissitudini più provinciali di ogni quartiere di una città che non conosce a fondo?

lucio dattolaPoi c’è Lucio Dattola, il cui nome viene riproposto di elezione in elezione ogni qual volta il centro/destra deve individuare un candidato e non sa chi scegliere, quasi per disperazione. Nonostante questo, poi non viene mai scelto. Figura istituzionale, da molti anni Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, l’impressione è che anche stavolta il suo nome rimarrà sui giornali e nulla più.

maurizio mauroInfine abbiamo Maurizio Mauro, imprenditore, 47 anni, figlio di Ninì lo storico fondatore della Caffè Mauro. Molto distante dalle vicende cittadine, è stato travolto dalla famosa inchiesta “Cafittera” (anno 2005) in cui il gip Olga Tarzia (la stessa che ha condannato Scopelliti a sei anni nel processo Fallara) aveva chiesto per Ninì e Maurizio Mauro 8 anni di carcere accusandoli di associazione per delinquere finalizzata all’usura. Dopo quasi nove anni di gogna mediatica e giudiziaria, entrambi gli imprenditori sono stati assolti dall’accusa più pesante perché “il fatto non sussiste“, ma è stata dichiarata la prescrizione per il reato di esercizio abusivo del credito e sono stati, invece, condannati a quattro anni (di cui tre ‘coperti’ dall’indulto) per il reato di associazione per delinquere finalizzato all’esercizio del credito. Insomma, non ne sono usciti completamente puliti. Le premesse non sono quelle buone se si vuole dare un segnale di cambiamento, a prescindere dal fatto che anche Mauro è troppo distaccato dalle beghe reggine e dal linguaggio da trincea per poter tener testa a Falcomatà.

reggio calabriaFalcomatà che, sia chiaro, con la candidatura giusta del centro/destra non avrebbe certo vita facile anche perché ha i suoi problemi (politici) da risolvere. Il grande sfidante sconfitto alle primarie per appena 200 voti, Domenico Battaglia, è intenzionato ad abbandonare il Pd per scendere in campo in modo alternativo nella corsa a Palazzo San Giorgio dopo quello che ha considerato un gravissimo smacco viste le accuse arrivate dagli ambienti di centro/sinistra di essersi fatto supportare alle primarie da gente “di destra“, e le denunce di irregolarità nel voto. Sono giorni decisivi per la coalizione, una coalizione che sembra un “pastone” troppo vario con tanti dubbi sulla sua tenuta. Sembra molto difficile, infatti, far coesistere i moderati dell’UDC già protagonisti di vertice nei governi di centro/destra degli scorsi anni con i più radicali esponenti di SEL, degli uomini piddini di Falcomatà e di altri movimenti come Energia Pulita che invece hanno visioni decisamente più radicali.

reggio calabriaLa partita è apertissima, e il centro/destra può giocarsela. Ma deve scegliere una figura che sia all’altezza della situazione, una figura nuova, che  trasmetta un’immagine di discontinuità con il passato, che sia nel modo più assoluto limpida e pulita, che venga apprezzata da larghe fette del mondo politico e sociale reggino, che sia giovane e conosca molto bene la città e i suoi problemi di quartiere potendo così confrontarsi con Falcomatà nel suo stesso campo e col suo stesso linguaggio, che poi è quello del popolo. Una figura brillante che metta d’accordo Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia e arrivi addirittura a corteggiare Mimmetto Battaglia ed a far cambiare idea all’UDC reggino. Le risorse interne ci sono, sia tra i partiti che nella società civile. Il problema non è il nome, ma il profilo. Ovviamente dev’essere una figura di contenuti, che dia soluzioni, che sappia operare nel quotidiano. Di elementi così ce ne sono tanti, i leader sanno che il tempo stringe e non si può sbagliare. Se i nomi sono quelli di cui sopra, invece, Falcomatà può già cantare vittoria.