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Messina, tutti i debiti delle partecipate: Accorinti presenta (finalmente) l’allegato al Collegio dei revisori

signorinoIl rischio default non è ancora tramontato, ammesso che di rischio si possa parlare. Perché in effetti l’indebitamento del Comune è sotto gli occhi di tutti e l’attenzione speciale riservata a Palazzo Zanca dalla Corte dei Conti lo testimonia ampiamente.

Resta da valutare se il lavoro svolto da Signorino servirà a scongiurare l’eventuale fallimento o se avrà soltanto dilazionato i tempi. Certo è che il Piano decennale di riequilibrio al momento rappresenta un’incognita, ma c’è tempo fino al 2 settembre: non ci resta che aspettare fiduciosi.

Frattanto Accorinti ha allegato al bilancio consuntivo la famigerata nota informativa sulle società partecipate, il documento richiesto numerose volte dal Collegio dei revisori, fino ad ora senza riscontro. Bene, confrontandosi con esso si capisce il perché di simili ritardi e soprattutto quale confusione viga a Palazzo Zanca.

Entriamo nel dettaglio partendo dall’Azienda Meridionale Acque Messina. Stando a quanto riportato, il Comune ritiene di avere crediti per 20.718.611,22 euro e l’Azienda – caso più unico che raro, come vedremo – rilancia, arrotondando la cifra sino a 28.109.321,42 euro. Sul fronte debitorio, l’Amministrazione è certa di non avere conti in sospeso, mentre l’AMAM denunzia 6.203.827,00 euro di crediti.

Ato3. Piena sinergia sui crediti vantati dal Comune: 0,00€. Divergenze sostanziali, invece, sui debiti che il Comune ha maturato nei confronti dell’impresa: secondo Signorino si aggirano sui 4.613.796,52 euro, per i vertici della società si tratta invece di 17.496.861,80 euro. Una simile distanza è spiegabile col fatto che l’azienda annovera 14.637.604,62 euro come crediti accumulati nel periodo che va fra il 2007 ed il 2011.

Se Tirone spa, Messinasviluppo e SO.GE.PAT. S.r.l. nulla ci costano e nulla pretendono, diverso è il discorso per Atm e MessinAmbiente.

Sul fronte dei trasporti, il Comune rivendica un credito di 4.700.000,00 euro a fronte di un debito di 5.984.669,29 euro. Per la società invece il debito del Comune è di 3.269.471,56 euro, a fronte di un credito vantato dallo stesso di 4.700.197,97 euro.

Per MessinAmbiente S.p.A. il discorso è più complesso: da un lato Comune dichiara di non avere crediti a fronte di un debito di 2.476.648,76 euro; dall’altro l’azienda riconosce sì un credito di quasi due milioni al Comune, ma con un debito per Palazzo Zanca pari a 9.209.931 euro tondi tondi.

Capitolo Nettuno SpA: né crediti né debiti per Palazzo Zanca. Per la società invece vi sarebbero 4.050,80 euro di crediti nei confronti del Comune. Bazzecole.

Debiti, infine, per quasi 3mila euro con Innovabic (qui il disallineamento è di appena sessanta euro) e di 1.442,08 euro con Feluca.

La parola passa al Collegio dei revisori.